Attacco
Nella metà campo offensiva siamo davanti a un giocatore dai grandissimi mezzi. E’ in grado di penetrare, tirare, ma soprattutto segnare e anche Peppe Sindoni nella nostra chat premium ci ha raccontato del perché il Naz Mitrou-Long sia un talento così elettrizzante (scopri come entrare nella Chat Premium). Fondamentalmente è un attaccante senza grandi limiti palla in mano, in grado di punire dietro a un pick and roll con il tiro da tre, o andando dentro. Forse si potrebbe lavorare un po’ sulla continuità nell’efficacia al tiro, ma sappiamo che in quanto realizzatore se comincia a segnare, spegnerlo diventa molto difficile. Ha un primo passo bruciante, nel video semina Pajola dopo un palleggio, mette sugli skate Nicolò Melli e sguscia su ogni tipo di aiuto. Ha taglia e mezzi fisici per finire al ferro e a questo unisce anche la fantasia e il talento puro per poter improvvisare qualche conclusione particolare e trovare canestri fuori dai giochi. Nella metà campo offensiva siamo già abbondantemente di livello Eurolega.
Ovviamente anche in questo caso dovrà massimizzare la sua resa perché non avrà il volume di tiri e responsabilità che aveva a Brescia, ma questo potrebbe tranquillamente non essere un male, anzi.
Forse l’unico aspetto su cui può e deve migliorare è la capacità di passare la palla facendo la scelta giusta. In alcune situazioni fatica a leggere il comportamento della difesa incappando in qualche palla persa di troppo. Queste perse potrebbero essere dettate dall’elevato volume di palloni che ha dovuto gestire da handler principale nella scorsa stagione. C’è curiosità nel capire se saprà ugualmente mettersi in proprio quando serve (ampiamente nelle sue corde) e fungere da facilitatore quando servirà.
Di sicuro la qualità della sua stagione sarà molto importante per le sorti dell’Olimpia Milano perché sarà chiamato a essere “il Malcolm Delaney”, ovvero un creatore di gioco, ragionevolmente in uscita dalla panchina, che possa dare un impatto fisico e un po’ di instant offense senza far calare l’intensità dietro. Un ruolo piuttosto provante in cabina di regia di una squadra di Eurolega.
Conclusioni
Il giocatore è di assoluta qualità. L’Olimpia negli ultimi due anni ha dimostrato di saper scegliere i giocatori dal sottobosco (se così possiamo chiamare Naz Mitrou-Long) e valorizzarli, massimizzandone le prestazioni (Punter e Shields su tutti, ma anche Hall, LeDay, Mitoglou fino alla squalifica, ecc.). La speranza di Stavropoulos e Messina è che Mitrou-Long possa essere il Devon Hall della scorsa stagione. Vedremo come saprà adattarsi a un salto pienamente nelle sue corde e come Messina vorrà utilizzarlo. Si poteva pensarlo un po’ meno da handler e più lontano dalla palla, ma per come si è sviluppato il mercato biancorosso, è lecito pensare che sarà lui l’iniziatore delle azioni dietro a Pangos. L’hype c’è, le capacità anche, ora la palla passa al campo che è l’unica sentenza inappellabile.




