DIFESA
Dobric è il classico giocatore che fa comodo a ogni allenatore. La statura fisica, la predisposizione difensiva e la capacità di marcare tutti i ruoli del backcourt lo rendono estremamente utile. È una vera comodità per la squadra.
Negli ultimi anni è stato incaricato regolarmente di marcare l’esterno avversario più pericoloso e ha spesso svolto un lavoro eccellente. Ha le dimensioni necessarie per affrontare le ali avversarie, ma possiede anche la velocità per seguire le guardie sui blocchi, riducendo poi lo spazio per il tiro grazie alla sua statura.
È attivo lontano dalla palla, capace di ruotare con tempismo. Uno degli ingranaggi di una delle migliori difese dell’ultima EL è “educato” nella propria metà campo: difficilmente si fa attrarre dalla palla o tenta anticipi forzati. I numeri abbastanza contenuti di palle recuperate (1.2 su 36’ nelle ultime tre stagioni di EL) sono anche conseguenza di questo: è piuttosto il giocatore che spinge il proprio avversario a perdere il controllo del pallone, favorendo così il recupero finale di un compagno di squadra.
Altra caratteristica molto preziosa, sui closeout difensivi è bravo a uscire, togliendo il tiro e riuscendo anche a contenere la penetrazione dell’attaccante avversario.
È stato usato spesso anche come difensore sul playmaker avversario, in questo caso con più alterne fortune. Da un lato è sicuramente una buona soluzione perché, con quanto detto sopra, può disturbare la visione dell’avversario, oscurare le linee di passaggio, rendere più difficili i tiri.
Di contro può, legittimamente, avere problemi a pareggiare la velocità di giocatori più piccoli. Oltre a non essere così abile a muoversi tra i blocchi portati sulla palla, rispetto a come lo è con quelli portati lontano da essa.
Non ha mai avuto un particolare impatto a rimbalzo difensivo: 2.5 rimbalzi difensivi per 36’ nelle ultime tre stagioni di EL, 3.5 complessivi. Ma questo è sicuramente anche figlio del fatto di dover difendere praticamente sempre su giocatori perimetrali che tendono a portarlo lontano da canestro.
È infatti un’ala che difficilmente si vede messe in marcatura dai 4 avversari, avendo sì i centimetri, ma non il tonnellaggio di, per esempio, Ojeleye.
Di contro, però, ha una caratteristica molto preziosa: per essere un giocatore così versatile e con questo tipo di impatto difensivo, ha una capacità notevole nell’evitare problemi di falli. In stagione in Eurolega ha commesso 4,2 falli ogni cento possessi giocati. Che è un numero eccellente già di suo, ma ancora di più se lo si rapporta a quello che è il carico difensivo che normalmente si porta sulle spalle.
