DIFESA
Alexander usciva dal college con la nomea di mastino difensivo, capace di incollarsi al proprio uomo e non farlo respirare. Questa stagione ha, in parte, ridimensionato quest’etichetta. Diciamo in parte perché, comunque, il tempo speso in NBA a suon di minuti con poco significato agonistico e le sole quindici partite in un contesto particolare, ancora di più quest’anno, come quello della G-League, per di più in una squadra non direttamente affiliata con i Suns che lo avevano sotto contratto, spingono ad essere cauti sul trarre conclusioni affrettate.
Se andiamo a leggere i numeri vediamo un giocatore che nella difesa sul ball handler del pick&roll è passato dal concedere 0,62 punti per possesso nel suo ultimo anno a Creighton a uno pieno in maglia Canton Charge. Venendo coinvolto molto di più in simili situazioni difensive rispetto a quanto succedeva al college.
Ty-Shon Alexander si è trovato a fronteggiare fisicità molto diverse nella sua prima esperienza professionistica e ha pagato dazio, sia in termini di contenimento dell’avversario diretto, che per quanto riguarda il passare su blocchi di uno spessore diverso rispetto al passato.
Come detto, però, questi numeri non devono portare a conclusioni affrettate. Il giocatore è dotato di buon QI cestistico. Sa come posizionarsi in campo e non è certo uno che ometta la parte difensiva del gioco. La sensazione è che molte situazioni siano state figlie di una, normale, curva di adattamento al nuovo livello a cui si è trovato a competere. Tenendo sempre presente che l’ultima stagione per i rookies, senza training camp e summer league che permettono, solitamente, un primo approccio con la Lega, è stata ancora più difficile del solito.

Anche in una stagione non semplice i suoi pregi si sono visti, comunque. L’aggressività sul palleggiatore, la capacità di rendere difficile il palleggio dell’avversario, ma anche le letture e le rotazioni lontano dalla palla. Come detto, siamo di fronte alla curva di apprendimento di un 23enne. Ma le qualità ci sono e sono innegabili.
Da notare, in termini di misure fisiche, anche qui in continuità con quanto fatto in estate dalla Virtus, una notevole apertura di braccia: 203 centimetri, che nella sua classe di draft, se rapportato all’altezza, lo metteva nella stessa categoria di Immanuel Quickley.
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