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Sean Pedulla, miglior rookie G League senza essere stato draftato

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Sean Pedulla

Ha iniziato la stagione con i Rip City Remix, franchigia affiliata a Portland, e la sta concludendo facendo la spola tra G League e NBA con i Clippers. Nel tragitto tra Los Angeles e San Diego, Sean Pedulla — snobbato al Draft dello scorso anno — si è guadagnato il premio di miglior rookie della G-League. E ora, con un padre italiano, potrebbe aprirsi per lui anche la prospettiva di una maglia azzurra.

La storia di Pedulla è quasi romanzesca. Settimo di nove tra fratelli e sorelle, cresciuto a Edmond in Oklahoma, ha sempre avuto due grandi passioni: la pallacanestro e la pesca. Con la palla in mano ha costruito una carriera universitaria di tutto rispetto, prima a Virginia Tech per tre stagioni, poi alla University of Mississippi. L’ultima annata a Ole Miss lo ha visto viaggiare a 15.4 punti e 3.8 assist di media, numeri che però non sono bastati ad attirare l’attenzione delle franchigie NBA. Al Draft del giugno scorso nessuna squadra lo ha chiamato, ma questo non ha scalfito la sua determinazione.

23.6 punti di media e il premio di rookie dell’anno

Sean Pedulla ha accettato la proposta dei Rip City Remix, per poi passare ai San Diego Clippers, la squadra di sviluppo collegata alla franchigia NBA. In 42 partite complessive ha tenuto la media di 23.6 punti, 6.7 assist e 5 rimbalzi, tirando con il 44.4% dal campo. Prestazioni che hanno attirato le attenzioni della prima squadra, con cui ha collezionato 5 apparizioni in NBA, l’ultima nella sconfitta interna contro San Antonio, e che gli sono valse il riconoscimento di rookie dell’anno della G-League.

Il nodo azzurro: tra DiVincenzo, Thompson e Pedulla

Con un padre italiano, Sean Pedulla è in teoria passibile di naturalizzazione e il suo nome potrebbe prima o poi finire nei programmi della nazionale. L’Italbasket sembra però intenzionata a puntare forte su Donte DiVincenzo, punto fermo di Minnesota in NBA, e su Darius Thompson, che a quell’Eurobasket ha già giocato con l’Italia e sta vivendo una grande stagione a Valencia. Non è tuttavia da escludere che il nome di Sean Pedulla finisca prima o poi nel radar della nostra nazionale.

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Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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