Hai giocato a Baskonia per poco tempo: hai condiviso il campo con Toko Shengelia e un giovane in rampa di lancio a livello Eurolega come Shavon Shields. Toko era già affermato, mentre Shavon non ancora: la parabola di Shields e Shengelia sono in qualche modo paragonabili?
Ai miei occhi Shavon era già un grandissimo giocatore: aveva magari meno minutaggio ma era già un grandissimo giocatore. Toko è davvero una bravissima persona: non l’ho frequentato moltissimo, ma la sua capacità di influenzare le partite sul campo l’ho vista in pochissimi, sia a livello tecnico che mentale.
A Ulm ti sei confrontato con la pallacanestro tedesca: a che livello hai trovato, a livello di strutture e di agonismo, la BBL? Te lo aspettavi diverso?
È stato figo: giocando in EuroCup avevamo due partite a settimana, eravamo una squadra giovane che imparava match dopo match.
Quest’anno a Tortona giochi solo il fine settimana: come ti sei trovato a doverti abituare alla nuova routine?
Non giocavo una partita a settimana dai tempi di Pesaro: non è poi così male. Ti alleni di più ma giochi di meno, in fondo mi aspettavo di peggio. Certo, un’intera settimana dopo una sconfitta è lunghissima, ma per adesso stiamo andando bene…
Come mai hai scelto Tortona? Conosciamo benissimo il gran progetto che c’è alle spalle, con bellissime prospettive future: come ti hanno convinto?
JP (Macura) mi ha parlato benissimo del gruppo, conoscevo anche Mike Daum dal TBT Tournament: mi hanno convinto ad aggiungermi come pezzo del puzzle.
Cosa ti aspetti da questa stagione a Tortona, sia a livello individuale che di squadra?
Se vinco, se vinciamo, tutti gli obiettivi collimano. Vogliamo alzare un trofeo, Coppa Italia o LBA: l’anno scorso, il primo nella massima serie per Tortona, i risultati sono stati già ottimi, ma vogliamo tutti di più.
Ritornando ai tempi NBA, dei giocatori meno celebrati quali sono stati i giocatori più difficili da marcare?
Non se ne parla mai abbastanza, ma Jrue Holiday è davvero difficile da affrontare. Reggie Jackson l’ho incrociato ai tempi dei Thunder: non ha mai ottenuto grandi celebrazioni ma era un osso durissimo. Ho affrontato Spencer Dinwiddie al college, ma in NBA si è trasformato in un giocatore molto più forte. Mi è capitato di dover marcare Khris Middleton non come primary defender ma in situazioni di cambio: non ha un grandissimo arsenale di finte, ma alla fine fa sempre canestro.
Per finire: se fossi GM di una squadra di Eurolega, senza limiti di budget, quale sarebbe il quintetto ideale di Semaj Christon?
Mike James, Lorenzo Brown, Will Clyburn, Johnathan Motley (anche se al Fener gioca da 5) e, inaspettatamente, Ben Bentil!





