Se il presupposto di inizio stagione, per qualsiasi squadra, è solitamente di migliorare quanto fatto nella precedente, la Fortitudo Bologna si presenta a quella 2024/25 con una sola possibilità: tornare in Serie A dopo la Finale, per certi versi inattesa, contro Trapani dello scorso giugno. In realtà le cose sono un filino più complesse: la nuova A2 a girone unico, che promuoverà una squadra direttamente dalla regular season e un’altra dai soliti playoff, presenta almeno un’altra manciata di contender (Cantù, Udine, Forlì e le neoretrocesse Pesaro e Brindisi) costruite più o meno dichiaratamente con l’obiettivo di puntare al bersaglio grosso.
Non sarà dunque un compito semplice quello di coach Devis Cagnardi, arrivato pochi mesi fa anch’esso a un passo dal traguardo (ha perso la finale dell’altro tabellone, alla guida di Cantù, contro Trieste) e chiamato a raccogliere un’eredità impegnativa sotto tanti punti di vista come quella di Attilio Caja.
Ma è legittimo credere che questa versione della F sia potenzialmente migliore di quella passata, soprattutto pensando alla panchina: lo scorso anno era la più povera tra le prime, con il solo Panni (di poco) oltre i 5 punti e i 15′ di utilizzo. Gli innesti di Sabatini (alla terza avventura con l’Aquila), Battistini e Cusin (altro cavallo di ritorno) promettono una distribuzione del minutaggio diversa, anche se alla luce di com’è andata la stagione la scelta di un quintetto così cristallizzato era stata premiata dal campo. E senza l’infortunio di Aradori all’inizio di gara 1 di Finale, chissà.
A proposito di scelte che hanno pagato: il doppio lungo americano, un unicum nella categoria, ha prodotto la bellezza di 29 punti e 16 rimbalzi combinati. DaShawn Freeman è rimasto, Mark Ogden tornerà invece da avversario con la maglia di Brindisi e il suo posto è stato occupato dall’esperto Kenny Gabriel, reduce da tre stagioni di A importante con Brescia. Chiaro che riproporre il duo a stelle e strisce sotto canestro è la conseguenza di avere dei top di gamma italiani sul perimetro: su tutti il solito Pietro Aradori (che comincerà la stagione ai box), alla F dal 2019, e capitan Matteo Fantinelli che ha resistito alle sirene di Udine. La vera differenza potrebbe farla però il rendimento degli altri italiani sul perimetro: i confermati Bolpin e Panni e il neoarrivato Fabio Mian, chiamato a responsabilità maggiori rispetto ai 13′ di media nei playoff con Trapani (erano stati 21 in regular season).
In mezzo a diverse incognite, anche anagrafiche (otto giocatori hanno almeno 30 anni, in un campionato da 38 gare di stagione regolare), resta una certezza: il fattore PalaDozza incide come nessun altro nella categoria. A coach Cagnardi e ai suoi ragazzi il compito di fare il resto, che ovviamente non è poco. Ma nelle griglie promozione di inizio anno, la Fortitudo suscita sempre una certa riverenza: ci sono squadre sulla carta un passetto più avanti, ma è molto difficile escluderla dal discorso.