Durante l’Head Coaches Board di Antalya abbiamo intervistato coach Ioannis Sfairopoulos che guida il plotone degli allenatori in questa avventura per parlare dell’evento, ma anche dell’Eurolega e di tanti altri temi.
Prima di iniziare l’intervista ci ha confidato “Mi manca la pallacanestro!”: noi invece sentiamo la sua di mancanza! Fa impressione non vederla seduta su una panchina di EuroLeague: sta provando qualche sensazione strana a non guidare una squadra in prima persona?
Non del tutto. Penso sia una questione di circostanze complementari e, come tutti hanno visto e capito, il campo di scelta è molto ristretto. Non ci sono stati grandi cambiamenti di coach, di conseguenza le possibilità di rotazioni tra di noi non sono state molte. D’altro canto ho determinate opzioni e criteri che mi permettono di collaborare con una società affinché abbia la possibilità di lavorare: quando queste volontà si incontreranno, tornerò sicuramente ad allenare.
Prenderebbe in considerazione proposte solo dall’inizio della stagione o anche subentrando?
In questo momento solo a stagione in corso, perché tutti i team hanno già trovato il coach o hanno tenuto quello precedente. Se succedesse qualcosa durante la stagione e qualcuno facesse come ho fatto io nel 2022 col Maccabi… non so. Probabilmente se ne riparlerà la prossima annata.
Stando alle sue dichiarazioni, l’ultima stagione di EuroLeague è stata più equilibrata e compatta in cima alla classifica ma il livello medio della competizione non è stato all’altezza del recente passato. Cosa intende?
Ho detto che c’è stata molta competizione, le squadre erano molto vicini in termini di vittorie e sconfitte: l’eccezione è stata la stabilità mostrata dall’Olympiacos durante tutto l’anno, ma abbiamo vista com’è andata a finire… Penso però che il livello di pallacanestro sia stato più basso rispetto a, facciamo, 5 anni fa. Un motivo è che i migliori giocatori europei si stanno trasferendo in NBA. Un altro è che l’accordo collettivo di NBA e G League permette alle squadre americane di offrire più soldi e two-way contract ai giocatori di tutto il mondo. I giocatori americani “scartati” dal circuito NBA sono così più difficili da acquistare: queste ragioni, sommate al numero di partite che i nostri giocano tra EuroLeague, campionai nazionali, coppe e supercoppe e, durante l’estate, le nazionali, portano a uno sforzo maggiore che, a lungo andare, influenza negativamente le prestazioni dei giocatori. Si vedono molti più infortuni gravi che tengono fuori uomini dai roster per settimane o mesi. Abbiamo giocatori meno freschi e sani. Tutto questo contribuisce ad abbassare il livello medio.
Per ora abbiamo parlato di tattiche e giocatori, ma una delle ultime notizie è l’autoesclusione di Gran Canaria dalla prossima stagione a causa di problematiche economiche. Come vede il futuro della competizione? Trova che il format così com’è possa essere sostenibile nel lungo periodo o dovrebbe essere rinnovato? Lo cambierebbe o no?
Senza alcun dubbio EuroLeague è la miglior lega d’Europa, quella in cui si gioca il basket di più alto livello. Di sicuro, con la nuova presidenza di Bodiroga e la nomina ad amministratore delegato di Motiejunas ora tutte le squadre hanno una visione comune. Penso che il prodotto di EuroLeague raggiungerà un livello mai visto prima. Ci sono problemi su cui dobbiamo lavorare tutti, come associazione giocatori e unione dei coach, certamente. Noi come EHCB pensiamo a sostegno della pallacanestro e di tutte le componenti a essa associate. Noi viviamo per il bene dello sport e di Euroleague. Diamo più aiuto che possiamo. Ora siamo in grado di lavorare fianco a fianco col board di EuroLeague per fare proposte riguardanti costruzione del roster e calendari e fornire la nostra opinione su come dovrebbe strutturarsi la competizione. Percepiamo grande apertura da parte delle istituzioni, siamo nella giusta direzione per migliorare il pacchetto completo. Definite le linee guida secondo cui il prodotto continuerà a interessare, in fin dei conti il punto centrale è che sia piacevole per gli spettatori. I tifosi di ogni squadra e di ogni paese vogliono guardare partite ed essere soddisfatti del livello di gioco proposto dalle squadre.
