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Home Lega Basket

Shengelia crea, la Virtus concretizza, la Dinamo Sassari intriga | LBA GamePlan

Massimiliano Bogni by Massimiliano Bogni
23 Ott 2023
in Lega Basket, GamePlan, Synergy
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Shengelia
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Entrambe reduci da impegni infrasettimanali in Europa, Virtus Bologna e Banco di Sardegna Sassari approcciano il posticipo della 4° giornata di LBA con stati d’animo opposti. Al PalaDozza la Virtus viene da due vittorie consecutive in EuroLeague, che bene fanno allo spirito ma male al recupero e alla gestione delle risorse psicologiche. Meno consumata è la Dinamo, con meno referti rosa sia in LBA che nelle competizioni internazionali – sconfitta a Stettino inclusa – e qualche certezza tattica in meno. L’inserimento di Tyree e di Lundberg nelle rotazioni dopo gli iniziali DNF, il minutaggio di Shengelia e quello di Charalampopulos e gli accoppiamenti tra i lunghi sono solo alcuni dei temi tattici di Virtus-Sassari. Sviscerati, possesso dopo possesso, in GamePlan.

  • Accoppiamenti difensivi, lato Sassari: Pajola-Whittaker, Cordinier-Tyree, Charalampopoulos-Abass, McKinnie-Shengelia e Gombauld-Cacok. Stesse coppie, ma con ruoli invertiti, nella metà campo della Virtus.
  • L’inizio difensivo di Sassari sulla palla è di un’intensità rara: negare la possibilità di entrare in ritmo partita a una squadra con 48 ore in meno di riposo e una partita settimanale nelle gambe, nonostante il parziale turnover. Anche quando non arriva la palla recuperata ma un fallo speso, la circolazione perimetrale della Virtus annaspa.
  • A differenza del solito assetto, con Cacok in quintetto la Virtus inizia a switchare su ogni P&R sin dal primo possesso. Meno intensità nel passare sopra i blocchi, maggiore attenzione sulle linee di passaggio, aiuti più conservativi.
  • L’unica ancora di salvezza in un inizio stordente della Dinamo sono i rimbalzi offensivi della Virtus: generare extrapossessi può, alla lunga, compensare una disponibilità fisica limitata.
  • Il parziale di 0-6 firmato Tyree, McKinnie e Whittaker è frutto unicamente della transizione: nessuna occupazione particolare del perimetro o degli angoli per liberare corridoi centrali, solo e semplicemente un palleggiatore che va al doppio di tutti i virtussini in campo, in grado di prendere a malapena la targa degli americani di Bucchi.
  • In uscita dal timeout chiamato da coach Banchi, la Virtus gioca un Diamond Set, creando una tripla con metri di spazio per Pajola. Il primo ferro sa di circolo vizioso di una squadra che vorrebbe entrare in partita ma non ci riesce in nessun modo.
  • Porto sicuro per l’attacco della Virtus è il post basso di Shengelia: Toko non crea ma, consapevole di ciò che un leader deve fare in questo momento, conclude in prima persona al ferro. Tabellino sbloccato e prima difesa vincnte della Virtus, con la riapertura di Charalampopoulos nella terra di nessuno.
  • La difesa di Sassari non abbassa i giri del motore: su ogni P&R la scelta è fare show o blitz, il più aggressivo possibile, per cercare la rubata ma prima di tutto per togliere secondi dall’azione offensiva della Virtus.
  • La reazione Virtus parte dalla difesa: allungarla per punti facili senza dover attaccare a metà campo una squadra ben più sul pezzo atleticamente e continuare a cambiare su ogni P&R per concedere l’unico vantaggio parziale alle guardie sassaresi eventualmente con un tiro dal palleggio immediatamente dopo il blocco, non esattamente la prima scelta nelle corde di Tyree e Whittaker.
  • Il porto sicuro della Virtus per trovare ritmo, almeno in LBA, si conferma essere il post basso di Shengelia: stesso schema che prevede il consegnato per il jumper di Belinelli eseguito stavolta da Cordinier, spaziature inevitabilmente diverse ma la visione del georgiano racimola comunque due liberi. Toko creatore dal post è, ancora, un’arma non disinnescata dal resto della LBA.
  • A metà campo la Dinamo non cerca set eccessivamente articolati: palla in mano a una guardia e prima slip e poi screen dei due lunghi, lasciando libertà di scelta al palleggiatore per leggere le scelte difensive. Cacok modifica la copertura sul roll, preferendo una aggressive drop sulla penetrazione di Tyree, costringendo per la seconda volta consecutiva le guardie di Sassari a una scelta 50/50 dal palleggio. Lezione tratta dalle gare di EuroLeague: contro ottimi attaccanti – quali sono anche Tyree e Whittaker – scegliere una e una sola via per difendere alla lunga non paga. Si parte cambiando, si continua contenendo, si andrà avanti magari con show o hedge.
  • Prima ricezione di Shengelia in post nel quarto di campo opposto. La Dinamo, scegliendo di concedere il centro e l’eventuale gancio sinistro di Toko, manda l’aiuto di Gombauld dalla linea di fondo, chiudendo teoricamente la mano destra. Tornik’e, come il calabrone, non avrebbe lo spazio per far passare la palla oltre la schiena del francese e riaprire sul perimetro con lo skip pass per Abass ma non lo sa e lo fa lo stesso. Tripla e controparziale di 8-0. La Virtus, al momento, ha un leader indiscusso in attacco.
  • Non solo Shengelia: anche con Abass la Virtus cerca e trova mismatch in post basso per riaprire su lato debole. La disconnessione momentanea della Dinamo in termini di difesa perimetrale, sia in transizione che sui set a metà campo, liberano strada alle triple di Smith. Jaleen è letale: prime due transizioni difensive insufficienti della Dinamo sul perimetro, due triple a bersaglio su 2 tentativi. Elucubrazioni, teorie, ipotesi, e poi a volte è sufficiente che un tiro entri o meno per cambiare di 180° il giudizio globale su un giocatore. [Stesso discorso vale per le triple di Charalampopoulos: sono costruite forse anche meglio di quelle dell’ex Alba, ma davvero basta solo un ferro piuttosto che una retina a giudicare la bontà di una giocata?]
  • La second unit sassarese ha una fisionomia offensiva completamente differente: set per innescare i tiratori come Kruslin, invitati caldamente dalla difesa Virtus a esplorare il pitturato palla in mano con una drop profonda col lungo e un’aggressività esasperata sulle ricezioni dopo gli stagger. Anche in difesa le variazioni sono sensibili: prima trap a tutto campo della partita, consentendo solo a Mickey di palleggiare, con limiti e lacune dell’ex Khimki così evidenziati.

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  • Su ogni blocco verticale di Sassari per le ricezioni sul perimetro la Virtus continua a voler passare sopra: ha il personale per farlo, e mantenere questo livello di contatti e dinamismo inizia a inserire granelli di sabbia negli ingranaggi di coach Bucchi. Solo il talento individuale tiene attaccata la Dinamo alla partita.

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  • Cappelletti-Gentile-Kruslin: le guardie italiane e il croato da 3 è una conformazione peculiare. Almeno uno dei 3 è un bersaglio sin troppo esplicito in post basso per Hackett o Abass, ma dall’altra parte la tendenza della Virtus a coprire la linea di passaggio tra l’ala e l’angolo senza fare closeout sulle corner 3 ben si mescola alle caratteristiche di Kruslin, abilissimo a riempire gli angoli in transizione.

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Tags: Dinamo SassariGamePlanLBA 2023/2024Virtus Segafredo Bologna

Massimiliano Bogni

Massimiliano Bogni

Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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