Il commissioner NBA Adam Silver ha tenuto una conferenza stampa alla Summer League 2026 di Las Vegas, toccando diversi temi caldi: dall’espansione della lega al funzionamento del salary cap, fino all’interesse europeo per una futura franchigia NBA.
L’espansione si avvicina: Seattle, Las Vegas e l’Europa
Silver si è detto convinto che una decisione sull’espansione arriverà entro la fine del 2026, con Seattle e Las Vegas come destinazioni principali. Lo scorso 25 marzo, i trenta proprietari NBA avevano già votato all’unanimità per avviare formalmente il processo di candidatura per entrambe le città.
Sul fronte di Las Vegas, il commissario ha confermato che diversi gruppi stanno lavorando concretamente alle loro proposte:
«Diversi gruppi molto seri stanno presentando i loro piani alle nostre banche. È musica per le mie orecchie. È molto incoraggiante. Non si è ancora votato.»
Tra i candidati c’è anche Bill Foley, proprietario di maggioranza dei Vegas Golden Knights della NHL, che il 22 giugno scorso ha ufficializzato la propria offerta per portare una franchigia NBA nella città del Nevada. Seattle, dal canto suo, attende di tornare nell’élite del basket americano dal 2008, anno in cui i SuperSonics si trasferirono a Oklahoma City diventando i Thunder.
Silver ha poi rivelato un fronte inatteso: l’interesse di alcune città europee per ospitare una squadra NBA. Non si tratta di candidature sollecitate dalla lega, ma di iniziative spontanee.
«Abbiamo ricevuto un interesse enorme da diverse città europee, incluse alcune che non avevamo contattato. Stiamo finalizzando le candidature per un primo gruppo di città.»
Il prossimo appuntamento istituzionale è fissato a settembre, con la riunione del consiglio di amministrazione della lega.
Il secondo apron salariale e i suoi effetti sui roster
Silver ha anche affrontato il tema del second apron, il secondo livello del tetto salariale introdotto con il contratto collettivo del 2023, che sta condizionando in modo significativo le scelte delle franchigie in questa offseason.
«Non è certo una conseguenza involontaria. Quando si ha un sistema salariale come il nostro, ogni general manager deve prendere decisioni che combinano aspetti cestistici e commerciali.»
Il commissario ha difeso l’impianto complessivo del sistema, citando i risultati degli ultimi anni come prova della sua efficacia:
«Lo scopo è creare competizione in tutta la lega, e da questo punto di vista il sistema sta funzionando incredibilmente bene. L’obiettivo non è necessariamente avere un campione diverso ogni anno, ma negli ultimi otto anni abbiamo avuto otto campioni diversi.»
Le conseguenze concrete si vedono già: i New York Knicks hanno scelto di non sforare il secondo anello, rinunciando così al centro Mitchell Robinson, rimasto svincolato. I Boston Celtics, invece, hanno ceduto Jaylen Brown ai Philadelphia 76ers, con il presidente delle operazioni cestistiche Brad Stevens che ha esplicitamente indicato nella gestione del cap uno dei fattori determinanti della decisione.
