Durante il terzo decennio degli anni 2000, stiamo assistendo ad un fenomeno particolare e mai visto nella recente storia dell’NBA. In questi anni, non abbiamo mai assistito ad una squadra vincere il campionato per due stagioni consecutive. Buona parte di ciò è dovuta al Secondo Apron, una nuova regola sul tetto salariale introdotta da Adam Silver nel 2023. Ma come mai il Secondo Apron sta impedendo la costruzione di una nuova dinastia NBA? Proprio questo è il motivo della creazione di questo tetto imposto dalla lega, che vuole evitare di ritrovarsi con delle dinastie imbattibili come lo è stata quella di Golden State nel decennio passato.
ADAM SILVER SUL SECONDO APRON: «VOGLIAMO DARE CHANCE ANCHE AI MERCATI PICCOLI»
Il Secondo Apron, sostanzialmente, non è altro che un ulteriore tetto salariale, che le squadre non possono superare con gli ingaggi in fase di costruzione del roster. La linea fissata oltre la Luxury Tax è di 17.5 milioni di dollari, e se quest’ultima viene superata le squadre vengono bloccate nella maggior parte delle operazioni di mercato. L’obiettivo del Secondo Apron è quindi quello di punire le squadre che già spendono molto, impedendo loro di ingaggiare altri Free Agents.
In una conferenza stampa, avvenuta posteriormente ad un meeting dell’NBA Board of Governors, è stato chiesto al Commissioner Adam Silver un parere su come il Secondo Apron stia funzionando: «Penso che stia andando molto bene, ovviamente le restrizioni sul Secondo Apron potrebbero essere modificate, ma siamo contenti. L’obiettivo di questa misura è quello di smentire la credenza che solo i mercati più grossi e conosciuti possano competere. Lo abbiamo visto proprio nelle ultime NBA Finals, dove un grande mercato come New York si sia trovata davanti ad uno piccolo come San Antonio». Non è, però, dello stesso avviso David Kelly. Il Direttore esecutivo dell’NBPA, trova le misure del Secondo Apron troppo restrittive, e ha espresso urgenza nell’alleggerirle.
JAYLEN BROWN: PERCHE’ IL SECONDO APRON HA UN RUOLO
In un’offseason come quella di quest’anno, dove la maggior parte delle star hanno cambiato squadra, una trade che ha sconvolto tutti è quella di Jaylen Brown a Philadelphia. Una destino ormai annunciato quello di Brown fuori da Boston, ma nessuno si sarebbe mai aspettato di vederlo in una delle dirette rivali. Proprio negli scorsi giorni, Brad Stevens ha dichiarato che la scelta di scambiare Brown, oltre la situazione col giocatore in sé, fosse dettata dal Cap Space: «Analizzando la nostra squadra e l’evoluzione della lega, ho riflettuto su come abbiamo chiuso le ultime due stagioni e sulle ottime prestazioni in regular season. Il cammino nei playoff, però, mi è parso più complicato. Posso anche sbagliarmi, non voglio mettermi sulla difensiva, ma la strada sembrava più in salita con il 70% del salary cap e una percentuale così alta di utilizzo concentrata su due soli giocatori». Boston, nelle ultime annate, è sempre stata una delle squadre più alto spendenti della lega, entrata nel Secondo Apron e costretta, per un motivo o per un altro, a lasciar andare uno dei migliori giocatori della lega. Per quanto dolorosa possa essere stata la decisione, Boston non ha acquisito un grande parterre di scelte come si pensava succedesse. I Celtics hanno infatti ottenuto Paul George e due prime scelte, difficile trovare un senso a questa operazione.
IL CASO NEW YORK KNICKS
Veniamo ora al caso New York Knicks, squadra che ha appena vinto il titolo e che vorrà ripetersi nella prossima stagione. Proprio la situazione contrattuale, in particolare quella di Karl-Anthony Towns, ha già fatto sorgere dubbi sul futuro di questa squadra a James Dolan, patron dei Knicks. In un podcast, James Dolan ha commentato sulla situazione contrattuale dei Knicks: «Se riuscissimo a riportare tutti i giocatori a roster perché no, ma nella NBA ci sono cose che non puoi fare. Il Secondo Apron è proprio una di quelle, sarebbe suicida entrare in quella zona lì. Firmerò qualsiasi assegno, ma mai uno così grande da metterci nel Secondo Apron». Il Secondo Apron è proprio questo, mettere nell’ottica futura una squadra che ha appena vinto un anello per cercare di mantenere il roster il più sostenibile possibile. Questo problema è ciò che, a detta di molti, sta rovinando la lega e le dinastie. Cambiare è necessario, soprattutto per dare modo di costruire qualcosa che duri nel tempo a tutte le squadre.
