Abbiamo intervistato in esclusiva Themis Bilionis, agente di Octagon e responsabile del mercato italiano, per parlare di tutto ciò che fa un’agente oltre la trattativa. Themis ha parlato del lavoro dell’agente nel quotidiano.
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Facciamo una simulazione, simuliamo una trattativa dal tuo lato come funziona? Ipotizziamo che tu hai un giocatore che ritieni possa essere funzionale a una squadra che magari potrebbe cercare quel giocatore. Come si svolge? Partendo da zero come si svolge una trattativa di questo tipo?
Dipende molto dalle squadre, perché ci sono squadre che hanno un certo tipo di organizzazione e altre che si muovono in modo diverso. Devi sapere chi è responsabile di una squadra, un allenatore, un general manager, un presidente, un proprietario. Tutti hanno una personalità diversa e lavorano in un modo molto diverso. Anche nello stesso mercato non tutte le squadre funzionano allo stesso modo, allora per me è molto importante avere l’informazione, prima di tutto, per capire la necessità che c’è e poi provare a dare consigli per i nostri giocatori e trovare una soluzione che possa essere un buon fit sia per il giocatore che per l’allenatore, ma anche per la squadra.
La prima mossa la fa l’agente o il giocatore?
Entrambe le possibilità esistono. Dobbiamo essere presenti, dobbiamo sapere la situazione, alcune volte dobbiamo proporre soluzioni anche quando una squadra forse non è attiva sul mercato perché possiamo anticipare un problema o possiamo migliorare una situazione. Ovviamente ci sono altre volte che le squadre chiamano e annunciano la loro necessità. Alcune volte comincia dalla nostra parte, altre dal lato squadra.
Il ruolo dell’agente è sempre visto negativamente dal pubblico pensando che ci siano necessariamente interessi, che un agente piazzi il proprio giocatore solo per avere la parcella più alta o una commissione più alta. Sfatiamo un po’ questo mito, perché tu giustamente hai parlato di situazione favorevole sia per il giocatore che per la squadra. Credo che sia funzionale per voi oltre che guardare il lato economico (che sicuramente serve), ma dovete fare gli interessi di tutte e due le parti. Quindi non è un ruolo facile e forse non è così negativo come lo vogliono far passare.
Una cosa importante è che prima di tutto devo dire che capisco i tifosi, perché loro amano la squadra e vogliono sempre avere i migliori giocatori e un risultato buono. Ovviamente esercitiamo una professione dove dobbiamo trovare la migliore soluzione per il giocatore, questo significa che alcune volte non possiamo accettare le offerte o l’interesse che esiste da un club, perché dobbiamo essere chiari con i nostri clienti. Alla fine sono sempre loro che prendono la decisione, perché un procuratore non può prendere la decisione per lui, può sicuramente dare un consiglio, ma poi alla fine c’è sempre il giocatore che deve fare questo passo. Per questo è difficile dire che tutti i procuratori siano sinners e tutte le squadre sono saints, alcune volte questo succede alcune volte no, ma alla fine per me è molto importante avere un equilibrio, capire le squadre che cosa vogliano fare e avere una chiara idea della potenzialità del giocatore. Stabilito questo, provare a trovare una mediazione per chiudere un affare. Non è possibile farlo tutte le volte, capisco che i tifosi e le squadre vorrebbero, so che è un ruolo che alcuni non possono capire o magari non piace a tanta gente, ma noi non siamo i protagonisti, sono i giocatori o gli allenatori. Noi siamo qui per dare consigli e alla fine sono loro che devono prendere una decisione.
