Alla soglia dei settant’anni e con oltre mezzo secolo di pallacanestro vissuta in prima linea, la voce di Stefano Michelini resta una delle più autorevoli, equilibrate e ascoltate del panorama cestistico italiano. In una fase cruciale della stagione, tra ritiri e preparazione, lo storico allenatore e commentatore televisivo offre una lucida disamina sulle principali realtà del nostro basket in un’intervista a Quotidiano Sportivo.
Il suo sguardo spazia dal delicato percorso di qualificazione mondiale della Nazionale azzurra, rinvigorita dall’imprescindibile ritorno in panchina di Luca Banchi, per poi tuffarsi nelle complesse e affascinanti dinamiche di Basket City. Da una parte analizza la nuova Virtus targata Mumbrù, un cantiere aperto ricco di scommesse, abbondanza di stranieri e un’insolita regia mancina; dall’altra inquadra una Fortitudo che, messa alle spalle l’incertezza, si presenta ai nastri di partenza della Serie A2 con una rinnovata e granitica solidità societaria in perfetta sintonia con coach Demis Cavina.
Partendo dall’ItalBasket e sulla situazione attuale, Michelini dà un giudizio positivo:
“In questo momento stiamo recuperando Pajola, che non è ancora al meglio. Dobbiamo ringraziare quei due punti fondamentali conquistati in estate con grande recupero contro la Lituania, perché ci tengono in corsa in un girone di qualificazione mondiale davvero non facile.
È un bel gruppo di ragazzi importanti, anche se a livello di club di appartenenza forse l’unico vero leader è Mannion. Ma la notizia migliore è il rientro del CT Luca Banchi. Siamo tutti felici che il problema familiare sia in via di risoluzione: lui è il tecnico ideale, il suo rientro vale davvero tanto per il team azzurro.”
Saranno poi decisivi anche gli inserimenti di Fontecchio e Niang, che secondo il coach saranno utili alla causa:
“Fontecchio dovrà modificare il suo gioco rispetto agli standard NBA, ma è un ragazzo intelligente, saprà mettersi a disposizione del gruppo garantendo equilibrio. Con lui e Niang formiamo una bella coppia di ali: l’atletismo di Saliou unito alla tecnica di Simone”.
Passando alle realtà bolognesi Michelini si concentra poi sulla nuova Virtus di Alex Mumbrù, che definisce un ottimo allenatore. Tuttavia evidenzia anche dei problemi:
“Hanno un ottimo allenatore, ma c’è il problema di avere nove stranieri dall’inizio. Tre andranno lasciati fuori in campionato, mentre in Eurolega sulla carta saranno sacrificati gli italiani. Ci sarà una fortissima competizione interna. Di solito l’esperienza dei veterani aiuta a gestire queste situazioni, ma ora l’unico vero veterano rimasto è Hackett.
Poi c’è un aspetto curioso: credo sia un unicum per la Virtus avere tre portatori di palla mancini, ovvero Frazier, Bello e lo stesso Hackett. Per quanto riguarda Mumbrù, ha poco tempo a disposizione per via degli impegni con la Germania e deve partire bene in breve tempo, ma credo che l’approccio avuto a Valencia l’anno scorso farà scuola”.
A chi lamenta una mancanza di esperienza europea e debolezza sotto i tabelloni, l’ex voce di Rai Sport replica così:
“Citando Boscia Tanjevic: a volte l’esperienza può anche essere la somma di cattive abitudini. In questa fase le squadre non sono ancora terminate, i giudizi definitivi non si possono dare. Come allenatore ho studiato poco Mumbrù, ma ho un bel ricordo di lui da giocatore: era un uomo intelligente che coordinava i gruppi ed era attento alle esigenze della squadra. Sarà così anche da tecnico. Non sono per nulla convinto della considerazione che la Virtus sia debole sotto canestro”.
Chiosa anche sulla Fortitudo, che definisce solida in un’A2 che quest’anno si preannuncia molto competitiva:
“Vedo una squadra versatile e, rispetto al passato, una società forte. Demis Cavina si è adeguato perfettamente alle richieste del club. Sul roster, penso che Sorokas avrà un centro al fianco e questo lo aiuterà a rendere di più. L’arrivo di Morris è ottimo: non è un razzo, ma risulterà molto utile. Per la promozione è troppo presto per fare pronostici, ci sono 7-8 squadre di valore con roster e potenzialità enormi, come Livorno che sta investendo molto. Sarà una A2 ipercompetitiva”.
Infine Michelini discute sul suo futuro, che lo ha visto recentemente lasciare Ferrara, dove lavorava come club manager:
“A Ferrara, dopo tre anni, ho deciso di lasciare perché il CdA ha preso un’altra strada rispetto al mio modello basato su progetto sociale e servizi. Credo che lungimiranza e sostenibilità saranno fondamentali per il futuro. Ora lavorerò con i giovani, per aiutarli a conoscere la fatica e a comprendere il gioco diventando autonomi, senza essere plagiati da schemi rigidi. Infine, confermo che per il nono anno consecutivo sarò su Rai Tre per Basket Regione”.
