La Pallacanestro Trieste ha risposto ufficialmente alla delibera con cui il Comune di Trieste ha affrontato il tema della gestione del PalaRubini per la stagione 2026-2027. Il tono della nota societaria è quello di chi accoglie il segnale istituzionale con favore, ma si riserva di valutare con la massima attenzione tutto ciò che non è ancora del tutto definito.
Il messaggio centrale del club è chiaro: prima di trarre conclusioni, la società vuole analizzare i documenti nei dettagli. La Pallacanestro Trieste attende infatti di esaminare i termini tecnici ed economici della proposta comunale per capire fino in fondo quali siano le implicazioni finanziarie e l’impatto sul proprio piano industriale.
Il peso sociale ed economico della gestione dell’impianto
Nella nota, la società biancorossa tiene a precisare che la gestione del palazzetto di via Flavia non rappresenta un onere marginale. Circa l’85% del tempo di apertura dell’impianto viene infatti destinato a scuole, realtà sportive giovanili e dilettantistiche, iniziative sociali e attività rivolte all’intera collettività. Un impegno che, secondo il club, si traduce in costi e responsabilità tutt’altro che trascurabili, come scrive Il Piccolo – Trieste:
«Il Club investe risorse, tempo ed energie significative nella gestione del PalaRubini non solo per le proprie attività, ma anche a beneficio dell’intera comunità.»
A ribadire con fermezza il concetto è il General Manager Michael Arcieri, che inquadra la questione nei suoi aspetti più concreti:
«Gestire il PalaRubini preservando sia il suo ruolo sportivo sia la sua importante funzione di risorsa per la collettività comporta costi e responsabilità notevoli per il Club.»
Arcieri guarda comunque con cauto ottimismo alla delibera approvata dalla Giunta, definendola un possibile punto di svolta verso un’intesa per la prossima stagione, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a una soluzione stabile, sostenibile e di lungo periodo.
Hiller: «Trieste è la nostra casa»
Il neo presidente Josh Hiller ha scelto un registro più personale, sottolineando il legame profondo che unisce il club e la nuova proprietà alla piazza giuliana:
«Siamo grati al Comune e alla Regione per il lavoro svolto nel portare avanti questo processo. È chiaro che condividiamo un obiettivo comune: Trieste è la nostra casa e desideriamo fortemente che la Pallacanestro Trieste continui a giocare nell’arena che questo Club e questa comunità considerano tale.»
Sul piano pratico e strategico, sbloccare definitivamente la questione del palazzetto rappresenta un passaggio obbligato: finché la situazione non sarà del tutto definita, la macchina organizzativa societaria rischia di restare bloccata, a partire dal lancio ufficiale della campagna abbonamenti, che dipende in maniera diretta dalla risoluzione di questo nodo.
