Attacco

La mappa di tiro ci dice di un giocatore che ha mano in diverse zone del campo. Abbiamo estrapolato le percentuali di tutte le sue annate in NBA e la prima cosa che salta all’occhio è la sua utilità dietro all’arco, oltre che una certa capacità di chiudere nei pressi del ferro.
Proprio quest’ultimo dato ci da una prima indicazione di un esterno molto fisico per gli standard FIBA. Parliamo di un giocatore di quasi 2 mt e con una struttura tale da poter assorbire molto bene i contatti nei pressi del ferro. Lavoro che già faceva molto bene in NBA e che maggior ragione potrà fare in Europa.
Entrando nello specifico, la prima cosa che salta all’occhio è la sua capacità di giocare in transizione. Ha sempre l’istinto di alzare il ritmo sfruttando appunto le sue doti fisiche e questa caratteristica ben si sposa con il sistema di gioco dell’Alba Berlino.
Nelle varie stagioni NBA ha mantenuto sempre buoni numeri a livello di produzione offensiva, eccezion fatta per la stagione a Dallas dove il suo impiego è stato davvero ridotto all’osso. Nell’ultima stagione di G League ha fatto registrare 1,076 punti per possesso su i 31,4% dei possessi offensivi. 1,301 punti per possesso nella sua stagione ai Rockets e 1,103 nella sua migliore stagione ai Bucks.
Al suo approdo in NBA era un giocatore che dava il meglio in situazioni di spot-up, tanto da essere definito slashing wing dagli scout. E questa caratteristica è una costante che si porta dietro ancora oggi. Sterling è un giocatore che ha diverse soluzioni sugli scarichi, sia punendo piedi a terra, si attaccando dal palleggio e arrivando al ferro.
Nell’ultima stagione di G League ha prodotto 1,130 PPP in questa situazione. Numeri che aveva già prodotto a Houston (1,071) e ai Bucks (1,108). Il tutto su un alto numeri di possesso visto che in tutte le stagioni le situazioni di spot-up hanno rappresentato più del 20% dei suoi possessi offensivi (addirittura 46,1% a Houston).
In un sistema dove i giocatori sono sempre in movimento e le soluzioni offensive sono molteplici, questa sua doppia dimensione può dare diverse soluzioni all’attacco dell’Alba.
Dalla già citata stagione con i Rockets ha mostrato una maggiore produttività palla in mano, diventato un giocatore di P&R molto affidabile. Nella sua prima stagione in Texas ha prodotto 0,930 PPP, dimostrandosi molto a suo agio nelle situazioni di pick and roll alto. Nei set di high P&R ha fatto registrare un picco di 1,269 PPP.
Numeri confermati anche nella sua stagione di G League, attestandosi su 0,942 PPP e con il picco nelle situazioni di pick and roll alto con 1,023. Non nasce come handler primario a livello NBA ma in un contesto FIBA può essere un giocatore che i situazioni di gioco a due può crearsi un tiro in diverse zone del campo.
Come abbiamo potuto constatare, a livello offensivo è un giocatore che può essere molto utile in vari modi, ma la costante di tutte le stagioni NBA dice che non è un giocatore di isolamento. Non ha quelle capacità di 1 vs 1 essere affidabile a giochi rotti. E’ un giocatore che deve sempre rimanere nel flusso della squadra e che difficilmente verrà isolato a meno di mismatch nettamente favorevoli.
Anche nella difensivamente non irresistibile G League, in situazioni di isolamento ha prodotto 0,733 PPP. Il punto più basso sono gli 0,357 PPP della sua stagione ai Rockets. Il basso numero di possessi giocato in isolamento è già un segnale dello scarso impatto che Sterling Brown ha in questa situazione. Tendenza che probabilmente non cambierà in Europa, dove il campo è più stretto e non ci sono i 3 secondi difensivi.
