L’attuale coach di Parigi Francesco Tabellini, ha rilasciato una lunga intervista ai nostri microfoni ascoltabile sul canale Backdoor Podcast one to one, diverso dal canale principale (link per iscriversi qui sotto) e ha parlato, tra le altre cose, di come è arrivato a Parigi con un pizzico di stupore.
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Come è arrivata la chiamata del Paris Basketball? Te l’aspettavi?
No, non me l’aspettavo affatto: non capita spesso che un coach dalla BCL vada direttamente su una panchina di Eurolega. Un contatto c’era stato a Nanterre (Top 16 BCL): James Newman, GM di Paris, era venuto a vederci e abbiamo scambiato due parole. C’era una evidente identità di visione: noi a Nymburk eravamo tra le squadre col pace più alto d’Europa, Paris ha sempre giocato veloce; il sistema di Tuomas Iisalo è stato una grande ispirazione e ci sono molte cose in comune. Ma da lì a immaginare un’offerta… ci ho sempre creduto di poter arrivare in alto, ma non pensavo così presto.
Rispetto alla scorsa stagione, che “impronta” stai cercando di dare?
Siamo all’inizio e la stagione è lunga, ma per me è importante che la squadra rispecchi la visione e la personalità dell’allenatore. La parola chiave che uso è “relentless”. Stiamo cercando più aggressività difensiva, pressione sulla palla, raddoppi a tutto campo. Non ci siamo ancora arrivati come vorremmo, ma è la direzione.
