Abbiamo intervistato in esclusiva Themis Bilionis, agente di Octagon e responsabile del mercato italiano, per parlare di tutto ciò che fa un’agente oltre la trattativa. Themis ha parlato del lavoro dell’agente nel quotidiano.
Potete trovare il podcast completo sul nostro canale podcast e l’intervista video sul canale Youtube Backdoor Podcast One to one.
Cosa fa l’agente? Parliamo un po’ di cosa fa un agente in generale per un giocatore oltre a condurre le trattativa che è la cosa che tutti sanno.
Dobbiamo essere sempre vicini al nostro cliente, perché Il lavoro di un giocatore non è facile. Dobbiamo ricordare sempre che un giocatore non è solo una persona che esiste per le due ore di una partita o due ore di un allenamento, ma ha anche problemi fuori dalla palestra e, per essere al 100%, tutte le cose nel suo ambiente devono essere sistemate. Siamo interessati a queste cose e ovviamente dobbiamo fare il lavoro per lui, per il suo futuro. Lui gioca e noi dobbiamo preparare il futuro, le cose che succederanno da lì ad alcuni mesi. Lui non deve pensare a queste cose. Lui deve essere concentrato sul suo lavoro, l’allenamento, le partite perché le cose importanti per la sua carriera sono nostra responsabilità.
Come funziona in un’agenzia grande come Octagon?
Sicuramente ogni giocatore ha un procuratore di riferimento, poi per il placing dei giocatori ovviamente ognuno è responsabile per un mercato e allora cerchiamo di essere vicino alle squadre per capire che cosa cercano e ovviamente dare un consiglio ai giocatori che abbiamo, trovare soluzioni e se è possibile, di chiudere un affare, fare un contratto e avere tutte le parti felici, perché alla fine in una trattativa entrambe le parti devono essere felici. È l’unica condizione in cui un rapporto possa essere positivo.
Qual è la caratteristica di un agente più importante per sapere trattare con una società e per fare gli interessi del cliente? Qual è la cosa più importante che dovete considerare?
Ogni procuratore è differente, per me la cosa più importante prima di tutto è capire un po’ i protagonisti, poi è molto importante anche sapere le caratteristiche del giocatore o allenatore e anche avere informazioni sulla necessità di una squadra. Quando hai queste tre condizioni è più facile fare proposte che abbiano senso. Il lavoro di un general manager, di un scout, di un allenatore per reclutare e firmare un giocatore è molto difficile, probabilmente prendono centinaia di nomi specialmente in estate e per questo io voglio guadagnare tempo per loro. Fare proposte che abbiano senso e che possano avere una trattativa, perché non tutte le squadre hanno lo stesso budget e allora dobbiamo parlare per giocatori che sono rilevanti per loro e non perdere tempo con giocatori off budget. Queste cose per me sono importanti. Poi ovviamente il più importante è di essere trasparente non è facile. Alcune volte perché non tutti fanno lo stesso, ma in genere io provo di essere così perché se qualcuno vuole dire una bugia o una storia che non esiste, diciamo che il mondo di pallacanestro è come un villaggio, alla fine tutti sanno che cosa è successo e tutti sanno la verità. Per me è meglio essere molto chiaro dall’inizio dire che una trattativa non sia possibile e andare avanti, invece di creare un ambiente difficile da sopportare dopo un giorno, due giorni. Noi a Octagon vogliamo operare così perché vogliamo ricordare che abbiamo un grande brand con tanti anni di storia e vogliamo proteggere questo prima di tutto. Dobbiamo essere vicino a tutti, dobbiamo prendere informazioni e dobbiamo fare il nostro lavoro, dobbiamo andare a vedere partite, allenamenti e poi se siamo sicuri che è qualcuno che abbia senso, sta a noi rappresentarlo.
Con un giovane dobbiamo fare una presentazione a lui o alla famiglia, dipende dall’età di cui parliamo. Per come lavoriamo io dico sempre che non c’è un procuratore che è un buon fit per tutti i giocatori, ognuno ha il suo stile, altri giocatori vogliono avere un altro tipo di procuratore e allora è sempre meglio per un giocatore parlare con tutti quelli che hanno interesse per lui e capire chi è più vicino a lui, con chi può avere chimica. Perché come la pallacanestro è un gioco di squadra, anche il nostro lavoro con allenatori o giocatori richiede una chimica per avere una relazione che può essere utile per tutti e due.




