I Minnesota Timberwolves hanno semplicemente deciso di cambiare marcia. Dopo aver raggiunto le finali della Western Conference nel 2024 e nel 2025, la squadra si è fermata al secondo turno dei playoff nella scorsa stagione. Un risultato che ha spinto la dirigenza – in particolare uno dei ‘President of Basketball Operations’ più aggressivo sul mercato NBA come Tim Connelly– a intervenire in modo deciso sul roster, con un obiettivo preciso: mettere Anthony Edwards nelle condizioni di compiere il tanto ambito ‘Last Step’, trasformare Minnesota in una vera candidata al titolo NBA. La scommessa più importante dell’estate è stata LaMelo Ball, arrivato dagli Charlotte Hornets in una trade che ha comportato anche sacrifici significativi al capitolo asset.
Il primo esame ha offerto indicazioni perlomeno incoraggianti. Nella vittoria per 131-106 sul campo dei Miami Heat, all’esordio stagionale, Edwards ha chiuso con 45 punti e 10 rimbalzi, segnando nove triple. Ball, alla prima partita ufficiale con la nuova maglia, ha aggiunto 21 punti e sei assist, dimostrando subito quanto possa incidere sulla costruzione del gioco. Il potenziale della nuova coppia è apparso evidente, con lo stesso Edwards che non ha nascosto il proprio entusiasmo:
“A questo punto, credo proprio che io e LaMelo diventeremo migliori amici”
Il rapporto tra i due è uno degli elementi centrali del progetto. Edwards è ormai una delle principali stelle della lega, molto probabilmente il migliore nel suo ruolo. L’ex Georgia è reduce da una stagione da 28,8 punti, 5 rimbalzi e 3,7 assist di media, ma Minnesota vuole evitare che debba occuparsi costantemente di creare gioco anche per gli altri. E Ball, che nella scorsa stagione a Charlotte ha viaggiato a 20,1 punti, 7,1 assist e 4,8 rimbalzi di media in 72 partite, ha pochi pari quando si tratta di creare gioco.
| Compagno | Passaggi (%) | Passaggi/gara | Assist/gara | FG% | 2P% | 3P% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Brandon Miller | 22,3% | 10,9 | 1,4 | 47,6% | 56,1% | 40,3% |
| Miles Bridges | 21,3% | 10,4 | 1,9 | 52,5% | 62,1% | 38,8% |
| Kon Knueppel | 19,0% | 9,3 | 1,5 | 52,0% | 57,0% | 49,0% |
| Moussa Diabaté | 10,1% | 4,9 | 0,6 | 62,2% | 62,2% | — |
| Sion James | 4,9% | 2,4 | 0,3 | 51,2% | 58,3% | 48,3% |
| Grant Williams | 4,5% | 2,2 | 0,3 | 48,0% | 53,3% | 45,7% |
| Ryan Kalkbrenner | 4,3% | 2,1 | 0,3 | 83,3% | 83,3% | — |
| Collin Sexton | 4,3% | 2,1 | 0,3 | 60,0% | 59,3% | 60,9% |
| Tre Mann | 1,8% | 0,9 | 0,0 | 35,3% | 57,1% | 20,0% |
| Josh Green | 1,7% | 0,8 | 0,2 | 52,2% | 50,0% | 52,9% |
| Tidjane Salaün | 1,6% | 0,8 | 0,1 | 55,6% | 62,5% | 50,0% |
Fonte: NBA.com
La tabella indica le percentuali al tiro degli altri giocatori degli Hornets sui passaggi di LaMelo – anche un ‘non-tiratore’ come Bridges sfiora il 40%. Secondo una recente analisi di ESPN, i compagni di Ball a Charlotte hanno registrato una effective field goal percentage del 67,9% nelle occasioni di tiro nate dalle sue invenzioni. Si tratta del secondo miglior dato di tutta la NBA…
Edwards ha spiegato chiaramente cosa si aspetta dal nuovo compagno:
“Voglio che sia ultra aggressivo in ogni momento, perché tutte le squadre sanno che può passare la palla e si aspettano un suo passaggio. Quindi deve cercare di segnare ogni volta, inizierà tutto da lì”.
Poi l’investitura, senza mezzi termini:
“Per me è il miglior playmaker della NBA”.
La trade per Ball, tuttavia, è costata cara. Minnesota ha rinunciato a Naz Reid, uno dei giocatori più amati dai tifosi e un elemento importante per la profondità del roster, oltre a Julius Randle e a diverse scelte future. La dirigenza ha quindi scelto di ridisegnare la squadra attorno al proprio leader, accettando il rischio di perdere parte della produzione offensiva e della versatilità garantite dai giocatori in uscita. Non è una semplice aggiunta al gruppo esistente: è un investimento sul presente e sulla possibilità di sfruttare al massimo gli anni migliori di Edwards.
Le altre mosse estive hanno seguito la stessa logica. Jonathan Kuminga porta atletismo, fisicità e capacità di attaccare il ferro, mentre Trey Lyles e Cody Williams sono valide alternative a disposizione di Finch. Ayo Dosunmu, confermato con un nuovo accordo, uscendo dalla panchina è in grado di contribuire su entrambi i lati del campo. Al tempo stesso, la permanenza di Rudy Gobert e Jaden McDaniels conserva una struttura difensiva che negli ultimi anni è stata uno dei veri punti di forza della squadra. L’obiettivo non troppo nascosto è quello di trovare un equilibrio tra il talento offensivo della nuova coppia di guardie e una solidità difensiva sufficiente per competere contro le migliori squadre della Western Conference.
Naturalmente, una sola partita non può certificare la riuscita di un progetto così ambizioso. Ball dovrà dimostrare di poter mantenere continuità fisica e di integrarsi in un sistema nel quale Edwards resta il principale riferimento offensivo. Anche la gestione delle rotazioni e il modo in cui Minnesota compenserà le partenze di Reid e Randle saranno aspetti da seguire. Ma il debutto contro Miami ha mostrato una combinazione promettente: Edwards può continuare a essere un realizzatore devastante, mentre Ball ha le qualità per rendere più fluido e imprevedibile il gioco della squadra.
La direzione scelta dai Timberwolves è chiara. A Minnesota non basta essere competitiva, con un campione nel suo prime come Edwards ed un gruppo rinnovato l’obiettivo è salire sul gradino più alto del podio NBA.






