Nella sfida di Play-In tra Charlotte Hornets e Miami Heat, vinta dai padroni di casa, il contatto tra LaMelo Ball e Bam Adebayo ha scatenato tantissime proteste da parte della franchigia della Florida.
Una non decisione che ha lasciato qualche dubbio. E allora, come sempre in questi casi, abbiamo chiesto l’aiuto Silvio Corrias, ex arbitro di Serie A presente nella nostra chat premium. Questa volta il nostro Silvio si è cimentato in un ambito non prettamente suo, dandoci la spiegazione dell’accaduto e come sarebbe stato interpretato un episodio simile in ambito FIBA. Di seguito, il video dell’azione e l’analisi dell’esperto.
11.17 sul cronometro del secondo periodo: LaMelo Ball penetra, viene stoppato da Simone Fontecchio. Bam Adebayo recupera la palla e poi cade, infortunandosi nel contatto con LaMelo Ball.
L’azione è abbastanza confusa, Ball si incunea nell’area, già in precario equilibrio subisce la stoppata da parte di Fontecchio. LaMelo Ball frana su Adebayo che riesce a recuperare la palla e prima di cadere la passa a Fontecchio che riparte in transizione: canestro per gli Heat! Rimessa veloce degli Hornets che 5 contro 4 segnano con la schiacciata di LaMelo Ball. Finalmente il gioco viene fermato con Adebayo ancora per terra fuori dal campo.
L’azione è viziata da diverse infrazioni e soprattutto dall’assenza della terna arbitrale che non vede cosa è successo e non interrompe il gioco con Adebayo dolorante fuori dal campo. Se può essere corretto non fermare la transizione degli Heat, al momento del canestro realizzato – palla morta – il gioco doveva essere fermato.
Andando con ordine, nel momento in cui Adebayo recupera la palla, che sta uscendo dal campo, per la stoppata di Fontecchio, ha il piede sinistro sulla linea di fondo: palla fuori, rimessa Hornets! L’arbitro guida, che sembra comunque guardare in basso (foto), non vede, non fischia o vede ma decide di non fischiare. Mentre Adebayo passa la palla, Ball – da terra – gli afferra la gamba sinistra sopra la caviglia e tira. Adebayo che ha la gamba destra sollevata, dopo il recupero, perde completamente l’equilibrio e cade rovinosamente sul parquet battendo la parte bassa della schiena ed il bacino: fallo da espulsione di Ball! Afferrare e tirare sono azioni “volontarie” che comunque rientrano nei criteri dei falli normali come trattenere e spingere, quello che rende il fallo di Ball da espulsione è la pericolosità del gesto e la possibilità di causare un serio e grave infortunio all’avversario. La valutazione deve essere fatta sul gesto e non sulle conseguenze. Ball ha battuto la schiena, avrebbe potuto battere la testa o non farsi niente: il fallo resterebbe da espulsione.
L’arbitro guida, già troppo vicino alla linea di fondo, si allontana per proteggersi dall’arrivo di Adebayo, ma nel muoversi all’indietro, probabilmente non riesce a cogliere la scorrettezza di LaMelo Ball. Da un errore di posizionamento – deconcentrazione – dell’arbitro, nascono due errori su situazioni abbastanza evidenti. Con una posizione più spostata verso la linea laterale e più arretrata dalla linea di fondo – quando il gioco arriva “addosso” l’arbitro si dovrebbe allontanare, per ampliare il campo visivo – un fischio tempestivo sulla palla fuori causata da Adebayo, avrebbe forse evitato il brutto fallo di Ball! O in estrema ratio, l’arbitro avrebbe dovuto fare anche la seconda chiamata. Essendo il fallo di Ball chiaramente da espulsione, poteva essere sanzionato anche dopo il fischio di palla fuori (palla morta).
Il tempo giocato e le due azioni concluse, impediscono – per regola NBA – alla terna arbitrale di poter rivedere la giocata incriminata. A nulla valgono le vibrate proteste di Coach Spoelstra. Quando manca un fischio, per qualcosa di grosso, le cose si complicano ed in diverse circostanze non si può ricorrere alla review televisiva. Fosse stata una partita giocata con regole FIBA, “l’act of violence” di LaMelo Ball si sarebbe potuto rivedere anche dopo i due canestri realizzati, attribuire l’espulsione, riprendere il gioco con la sanzione del fallo da espulsione.
