Il veterano del Barcellona, Toko Shengelia, ha espresso il proprio punto di vista sul progetto NBA Europe, previsto per il lancio nell’estate 2027, analizzandone l’impatto potenziale sull’EuroLeague.
In un’intervista esclusiva, l’ala georgiana non nasconde che l’arrivo di una nuova competizione targata NBA possa rappresentare una minaccia concreta, ma invita anche a non trarre conclusioni affrettate.
Toko Shengelia: “La forza dell’Eurolega è il basket”
Shengelia individua nel prodotto cestistico il principale punto di forza di EuroLeague.
«Se l’Eurolega dovesse preoccuparsi, solo il tempo lo dirà. Ma la cosa migliore che ha oggi è un ambiente puramente cestistico, con una qualità molto alta».
Secondo Shengelia, l’interesse della NBA verso l’Europa è una conferma del valore del campionato, cresciuto grazie alla competizione sana tra club e giocatori.
Le condizioni per i giocatori come chiave del futuro
Il nodo centrale, però, resta quello delle condizioni offerte agli atleti. Shengelia è chiaro: se l’EuroLeague riuscisse a colmare questo gap, molti giocatori sceglierebbero di restare.
«Se l’Eurolega potesse offrire le cose che la NBA Europe promette – fondi pensione di fine carriera, migliori opzioni di viaggio, condizioni generali migliori – metterei da parte l’aspetto finanziario e non vedrei molte ragioni per lasciare Eurolega».
Il rischio di uno squilibrio competitivo
Shengelia mette anche in guardia da un possibile effetto collaterale del progetto NBA Europe: la concentrazione di talento.
L’eventuale attrazione dei migliori giocatori potrebbe infatti portare a una competizione meno equilibrata, impoverendo il livello medio del basket europeo tradizionale.
Segnali positivi e speranza di equilibrio
Nonostante le preoccupazioni, Shengelia riconosce i progressi recenti dell’EuroLeague, soprattutto dal punto di vista economico.
Il suo auspicio è che in futuro si possa costruire un rapporto più sano e sostenibile tra club, lega e giocatori, capace di valorizzare il prodotto senza sacrificare chi scende in campo.
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