Trapani-Trento dura solo 4 minuti e 11 secondi, un evento senza precedenti nel basket italiano. Sul parquet, soli tre professionisti e quattro giovani delle giovanili, con il pubblico in lacrime e tra gli applausi ai “coraggiosi” ragazzini. Una serata di vergogna sportiva che conferma la crisi della squadra siciliana. Ecco il racconto degli avvenimenti fatto da La Gazzetta dello Sport e Il Corriere dello Sport.
I protagonisti di una tragedia sportiva
Il club, guidato dal patron Valerio Antonini, si presenta con sette giocatori: Rossato, Pugliatti e Sanogo tra i professionisti, più i giovanissimi Patti, Martinelli, Giacalone e Alberti. Dopo pochi minuti di gioco, i professionisti lasciano il campo, seguiti dai ragazzi per falli o indisposizione. Gli arbitri interrompono la partita sul 26-11 per Trento.
Il gesto dei giovani giocatori, applauditi dai tifosi, diventa simbolo di resilienza in un contesto grottesco.
Penalità e conseguenze disciplinari
La FIP e la Lega Basket dovranno valutare il futuro della società:
gara 0-20 a tavolino per Trento;
multa di 250.000 euro per mancanza di giocatori professionisti
precedenti penalizzazioni per mancati pagamenti, frode sportiva e iscrizione irregolare
Domani, 12 gennaio, è previsto un incontro urgente tra FIP e Lega per discutere eventuali misure drastiche, compresa l’esclusione dal campionato.
Reazioni di tifosi e associazioni
I tifosi e la GIBA, l’associazione giocatori, hanno espresso forte solidarietà ai cestisti e condanna per la gestione della squadra. I comunicati della società, invece, continuano ad accusare la FIP di violazioni e regolamenti non rispettati.
La vicenda segna una delle pagine più tristi del basket italiano, con i tifosi costretti a salutare una squadra agonizzante, simbolo di sogni sportivi infranti.
Il futuro della Trapani Shark
La partita di Trento è solo l’ultimo capitolo di una stagione complicata, con la società ormai vicina a decisioni drastiche. L’incontro di domani tra FIP e Lega potrebbe determinare la fine dell’avventura della Trapani Shark in Serie A, sancendo un duro monito per il movimento sportivo nazionale.





