Un’altra domenica amara per la Nutribullet Treviso. La sesta sconfitta consecutiva, la nona in trasferta e la diciassettesima in stagione: coach Marcelo Nicola si presenta in sala stampa con la consapevolezza di chi sa che i problemi sono tanti e le soluzioni non arrivano in fretta.
«La nostra è stata una prestazione con alti e bassi, nel momento clou abbiamo commesso errori e abbiamo permesso a Varese, una squadra più in fiducia rispetto a noi, di decidere il risultato. Sicuramente le nostre mancanze hanno un peso importante nell’economia del match: un rimbalzo difensivo non catturato, un fallo non speso nel momento giusto, una palla persa. Tutti questi sono aspetti importanti. Limitare quei dettagli ci farebbe crescere moltissimo.»
Numeri pesanti e salvezza sempre più complicata
I numeri citati da Marcelo Nicola sono impietosi: 14 possessi offensivi persi e troppi rimbalzi concessi in attacco. Un quadro che, sommato alla striscia negativa, rende la corsa alla salvezza sempre più complicata.
Nel post partita si è discusso anche della scelta di Cappelletti per l’alley-oop sbagliato da Croswell a metà campo, con pochi secondi a disposizione. Nicola non si è sottratto alla domanda.
«Volevamo un canestro rapido avendo pochi secondi a disposizione. Non credo che sia quella la questione. Semmai sono le altre situazioni che possiamo gestire, dal fatto che non si spenda un fallo su Nkamhoua in entrata o che si perda un possesso in attacco: questi sono gli aspetti importanti. Un errore o due possono accadere, ma se diventano troppi concediamo un’avversaria in fiducia e la fatica si fa sentire.»
Kastritis: “Un passo avanti nel momento decisivo”
Anche l’allenatore greco Ioannis Kastritis ha commentato il risultato, sottolineando la crescita della sua squadra.
«Era importante per noi vincere questa partita. Lo era ancor di più in questa maniera, che è diversa rispetto alle nostre abitudini. Quel che mi è piaciuto maggiormente è che i giocatori si sono battuti compiendo un passo in avanti nel momento decisivo, portandoci al successo.»
Per Treviso resta solo una strada: lavorare
Per Nicola, però, la strada è una sola: lavorare. Costruire fiducia in palestra, essere più attenti sui dettagli e non portare in campo l’ansia. Più facile a dirsi che a farsi, con una classifica che lascia pochissimo margine di errore.
