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Turchia – Germania: l’interferenza su Schroder | Spiega Corrias

Nell’attesissima finale tra Turchia e Germania, la terna arbitrale ha fatto un buonissimo lavoro nel tenere la gara sotto controllo, senza commettere errori importanti. Lo dimostra il fatto che sia i giocatori sia le panchine hanno avuto poco da ridire nei confronti dei tre fischietti. Abbiamo analizzato l’unico episodio che più ha fatto discutere della partita insieme a Silvio Corrias, ex arbitro di Serie A presente nella nostra chat premium e che vi invitiamo a seguire sul suo portale personale WeRef.

L’interferenza su Schroder

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Schroder batte Sipahi e si allunga per il lay-up. Mentre la palla viaggia verso il canestro si “materializza” nel centro dell’area Bona che inchioda la palla al tabellone!

Kallio – coda- fischi interferenza sul tentativo di realizzazione (goaltending) e convalida il canestro da due punti. Poi, con un gesto non convenzionale, cerca di spiegare a coach Ataman che il tocco di Bona è arrivato in parabola discendente. Ataman chiede challenge per mandare gli arbitri alla review.

Gli arbitri si confrontano un attimo, poi Kallio e Rosso vanno al monitor. Alla prima visione ci si accorge subito che la palla, al momento del tocco di Bona, è in parabola ascendente. A quel punto il confronto tra gli arbitri si sposta sul fatto che la palla abbia toccato o meno il tabellone al momento del tocco di Bona.

Curioso che Kallio chieda al compagno quale sia la regola FIBA nel caso in cui il tocco della mano sia contemporaneo al tocco della palla sul tabellone!

Il controllo viene ripetuto e Rosso sembra convincere Kallio che la stoppata sia legale. Gli arbitri tornano in campo e quello che ha fischiato corregge la decisione sbagliata, annullando il canestro convalidato in precedenza.

Fa comunque pensare che un arbitro FIBA, nonostante sia impegnato in NBA, debba chiedere in una finale di campionato continentale, cosa preveda una regola FIBA!

Dopo la correzione il gioco riprende -by rule – con una rimessa in gioco per la Turchia. Infatti Osman, al momento del fischio, ha il controllo della palla.

Cosa dice il regolamento in questo caso?

Il regolamento prevede che, dopo aver fischiato interferenza fischiata, si possano verificare tre possibili scenari:

  1. la palla entra nel canestro: canestro valido;
  2. un giocatore in campo controlli immediatamente la palla: la palla sarà assegnata alla squadra nel punto più vicino a cui si trovava la palla al momento del fischio;
  3. nessun giocatore controlli immediatamente la palla: il gioco riprenderà con una situazione di salto a due amministrata con la freccia del possesso alternato.

Un chiaro e immediato controllo avviene, dopo il fischio, e un giocatore ottiene il controllo sul terreno (Osman ha palla in mano addirittura prima del fischio di Kallio).

Se la palla esce dal campo senza che nessun giocatore la tocchi di nuovo, il controllo di palla successivo spetterà alla squadra che non ha causato l’uscita della palla.

Se ci sono  vari tocchi o la presa della palla avviene in modo illegale (es: giocatore con un piede fuori), si considera che nessuno abbia un controllo immediato.

Lo “scambio” di arbitri

Il nostro Silvio ha approfittato di questo suo intervento per spiegarci anche come mai FIBA abbia presentato a EuroBasket 4 arbitri di altri continenti; tre nordamericani e un giapponese.

Quella degli scambi intercontinentali è una prassi consolidata, dovrebbe aumentare la qualità ma, spesso e volentieri, vista la litigiosità di molte nazioni, servono per dare una parvenza di maggior neutralità.

I più impegnati sono starti Kallio e Vasquez, col primo che ha diretto tutte le gare dei turni preliminari, quelle del tabellone a eliminazione diretta e la finale. Nonostante sia stato titolato come “principe dei fischietti”, più che convincente è stato capace di convincere i compagni e protagonisti della bontà delle sue decisioni.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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