HomeScouting ReportTyson Carter: cosa porta alla Stella Rossa?

Tyson Carter: cosa porta alla Stella Rossa?

DIFESA

Piedi e mani veloci lo rendono un ottimo difensore perimetrale, aiutato dalla sua buona mobilità laterale. Ha mostrato un’ottima qualità nel cercare spesso la palla rubata senza la tendenza ad esagerare e quindi rischiare falli o portando il resto della difesa ad andare in difficoltà. Attenzione anche alla buona se non ottima difesa a tutto campo quando si rende necessario pressare il portatore di palla, e anche quando deve farlo sul ballhandler avversario sul pick and roll.

 

CONCLUSIONI

La rinnovata Stella Rossa di coach Sfairopoulos si porta a casa, nei limiti di un determinato budget, una guardia che ha dimostrato che nel basket europeo di alto livello può starci benissimo. Personalmente le conclusioni sono influenzate anche da un certo, teoricamente superbo, rapporto qualità prezzo di questa aggiunta al roster. È cresciuto costantemente durante la sua carriera nel vecchio continente, mantenendo uno standard di tutto rispetto a livello difensivo e andando a migliorare laddove, dal punto di vista offensivo, era arrivato in Grecia con delle lacune.

I piccoli nei che potevano essersi evidenziati ai liberi, per esempio, ci restituiscono un giocatore leggermente ondivago ma che ha dato un ottimo responso in questo senso nella scorsa stagione. Ai tempi del suo arrivo in Europa si era posto l’accento anche sulla discontinuità del suo tiro da tre punti e su una parabola che sembrava essere non troppo ampia, ma arrivando delle percentuali confortanti ed essendo la meccanica tutto sommato fluida e corretta (non fulmineo il rilascio, ma corretta), molti scout avevano sentenziato che “quando qualcosa funziona meglio non andare a modificarlo”.

BACK COURT INTERESSANTE

A Belgrado (al momento di scrivere), troverà ad esempio Codi Miller-McIntyre, giocatore che sicuramente andrà a proporsi come compagno perfetto di un back-court che si preannuncia frizzante e davvero ben assortito. Ovviamente avremo molte possibili combinazioni in quel reparto guardie, ma si può per esempio immaginare che loro due potranno andare a condividere una buona dose di minuti in campo. Entrambi possono far malissimo spingendo la transizione, e laddove il playmaker ex Baskonia può fornire delle scorribande al ferro stuzzicanti ed agire molto da costruttore di gioco (e dare un jumper dalla media meno nelle corde dell’ex Malaga), Carter fornisce più tiro da fuori, difesa e ausilio nel trattare la palla ove ce ne fosse bisogno.

Un roster in via di definizione non può dirci, al momento, quanti minuti passeranno in campo i due e chi li circonderà. Se fossero i confermati Dos Santos e Canaan, ad esempio, questi ultimi darebbero caratteristiche ancora diverse e le combinazioni in campo sarebbero infinite. Da non sottovalutare  l’apporto difensivo aiutato da un fisico e un atletismo cuciti su misura per il ruolo, che spesso lo portano a rubare palla e ad andare a schiacciare o gli consentono di tenere l’uomo con risultati molto buoni.

Ovviamente quel reparto esterni, come detto, non sarà solo questi due giocatori, ma la combinazione di freschezza atletica, centimetri e caratteristiche complementari rende questo duo particolarmente atteso alla prova del campo e potenzialmente talmente ben assortito da promettere soddisfazioni ai tifosi serbi.

 

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