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Urania Milano: sconfitta con Rieti e bilancio 3-2 tra segnali positivi e criticità

Già senza Cesana e con capitan Amato a dare forfait all’ultimo minuto, l’Urania Milano cede in casa con Rieti per 66-71, riuscendo a fermare Johnson (9) e Spanghero (1), ma pagando dazio sull’arco a Monaldi (18), Sarto (13) e all’ex Lupusor (11). Dopo la sconfitta di Rimini, arriva così il secondo ko di fila per i Wildcats per un’iniziale bilancio di 3-2 (vittorie in casa con Fortitudo e Piacenza, trasferta corsara a Verona) che fa registrare diversi segnali positivi e qualche criticità da correggere.

Il primo dato che salta agli occhi sono i 20,6 punti di media (22 contro Rieti) di Alessandro Gentile: nessun dubbio che sia un “fuori categoria” per l’A2, ma i dati statistici (che includono anche 3.6 assist e 4.4 rimbalzi a partita) e l’atteggiamento in campo verso i compagni certificano un rapido inserimento e un efficace impatto che in termini assoluti non erano invece così scontati. Le prime cinque partite di questo lunghissimo Campionato hanno insomma detto che Alessandro Gentile è uomo-squadra nel verso senso del termine e a beneficiarne pare essere anche e soprattutto l’amico Andrea Amato (14.8 punti e 7.5 assist di media prima dello stop con Rieti), che ci pare meno sotto pressione per effetto di una responsabilità condivisa e che proprio per questo riesce a trovare ottime giocate nei momenti topici come accaduto nell’iniziale tris vincente.

Terzo miglior realizzatore è al momento Giddy Potts (10.4 punti), a conferma di una natura perimetrale dell’Urania già intuibile sulla carta e che non deve però rischiare di diventare troppo perimetrale. Un’annotazione, quest’ultima, che sottintende la necessità di poter contare su un maggiore impatto offensivo di Udanoh (8.2 punti di media sinora, con 7.6 rimbalzi). Perché l’altro americano dei Wildcats può essere considerato a sua volta un “fuori categoria”, ma al momento sta facendo la differenza nel colorato meno del previsto e per certi versi del dovuto: come sempre, e come anche visto in precedenti versioni dell’Urania sempre con un centro Usa di mezzo, la squadra deve cercare di più il suo lungo ma quest’ultimo deve anche essere più bravo a farsi trovare.

Se in questo momento della stagione tutti possono e devono migliorare, la crescita di Udanoh (senza gettargli alcuna croce addosso, attenzione!) è la variabile vincente da coltivare nel medio periodo. Una crescita ancora più importante alla luce del fatto che il blocco degli altri italiani sta dando il giusto – seppur anche qui migliorabile – contributo: bene Pagani sotto canestro (6.8 punti e 5.2 rimbalzi di media); bene Cavallero (6.6 punti a partita) nello sfruttare lo spazio concessogli da coach Cardani; bene Maspero (5.2 punti e 2.2 assist) e Cesana (4.7 punti, 1.7 assist) tra regia e perimetro; bene Leggio (7.4 punti, 3.8 rimbalzi), che risulta dopo 5 partite il “best shooter” della compagnia (con il 60% totale), ma i cui 200 cm andrebbero sfruttati di più anche nel colorato (al momento, è anche il terzo ad aver preso più triple dopo Amato e Potts).

Altro equilibrio da trovare, del quale coach Cardani si è dichiarato conscio sin dall’inizio del torneo, è quello del minutaggio: vista l’anagrafe, 31 minuti di media a partita per Gentile, quasi 30 per Amato, 29 per Potts e 28 per Udanoh rischiano di far ritrovare l’Urania a corto di energie in quella complicata terra di mezzo che segue il Natale per un buon numero di fredde settimane invernali… Quanto all’immediato futuro, domenica prossima è in arrivo la difficile trasferta di Udine, seguita da un altro big-match con Pesaro sabato 26 ottobre al Palalido. E allora ecco che di energie ne serviranno tante anche da subito. (Paolo Corio)

Paolo Corio
Paolo Corio
Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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