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Varese, beffa a Trieste: sconfitta all’ultimo possesso

La Pallacanestro Varese spreca tutto nell’ultimo possesso e torna da Pallacanestro Trieste con una sconfitta per 90-89 che brucia doppiamente. La vittoria era lì, a portata di mano, dopo una gara a lungo controllata dalla squadra di Ioannis Kastritis grazie a difesa solida e precisione dall’arco.

Varese: il finale che cambia tutto

Il momento chiave è cristallino: a 3 secondi e 3 decimi dalla fine, Davide Alviti infila una tripla straordinaria da 7 metri, che sembrava decisiva. Poi, però, arriva la svolta negativa: fallo evitabile di Stewart su Ramsey, che dalla lunetta è glaciale a un secondo dalla fine.

Il tentativo disperato di Moore non trova il bersaglio e sancisce una sconfitta amarissima.

Tra dominio e calo: i numeri della gara

La partita è stata un’altalena continua. Sissoko ha dominato l’area nel primo tempo, mentre la fiammata da 33 punti nel secondo quarto aveva ribaltato l’inerzia.

Poi il calo: 36% da due nel secondo tempo e una serie di errori ravvicinati negli ultimi 15 minuti. Il dato più pesante resta il -6 a poco più di un minuto dalla fine, rimontato ma non trasformato nel sorpasso definitivo.

Kastritis tra identità e limiti

Il protagonista, nel bene e nel male, è stato Ioannis Kastritis. Da una parte ha dato alla squadra una chiara identità con l’uso della zona 2-3, dall’altra non è riuscito a contenere quegli istinti frenetici nei momenti decisivi.

A pesare, per Varese, anche l’assenza di Renfro e una serie di errori individuali che hanno compromesso il risultato.

Playoff ancora possibili, ma serve una svolta

Con il sorpasso in classifica, la corsa playoff si complica. Il futuro passa ora dalla sfida contro Aquila Basket Trento, avversario che non concede nulla.

A Varese ora restano quattro partite decisive — contro Dinamo Sassari, Pallacanestro Cantù, Vanoli Cremona e Virtus Bologna — per raddrizzare una stagione fatta di alti e bassi.

L’occasione persa di Trieste pesa, ma il margine per reagire esiste ancora: servirà però giocare sempre al massimo, senza più cali nei momenti decisivi.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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