Dopo aver analizzato diverse squadre di LBA è arrivato il turno della Victoria Libertas Pesaro che fino ad ora in questa stagione non è mai riuscita ad uscire dalla lotta salvezza e a mostrare le qualità su cui si basava il roster costruito in estate.
La formazione pesarese aveva messo sulla propria panchina Maurizio Buscaglia e creato un roster formato da un solida base di giocatori italiani unita ad un reparto stranieri formato da Bamfoth e McCallum, che sarebbero dovuti essere i leader della squadra, assieme a giocatori come Bluiett, Ford e Schilling che avrebbero dovuto mettere le loro qualità al servizio della squadra.
Una chimica in campo mai veramente sbocciata, un gioco mai rodato e solo a tratti efficace uniti ad una condizione fisica non eccezionale di Bamforth e a giocatori, come McCallum, Shilling e in alcuni aspetti Bluiett, non adatti al massimo campionato italiano o che non si sono mai veramente ambientati, hanno però obbligato la dirigenza biancorossa ad intervenire pesantemente sul mercato sostituendo Schilling e McCallum con Mockevicius e Cinciarini e, successivamente, Buscaglia con Sacchetti che ha ulteriormente rivoluzionato un roster, che tuttora non ha ancora trovato la perfetta quadratura e il corretto equilibrio, inserendo McDuffie e tagliando Mockevicius per firmare Justin Wright-Foreman su cui sono riposte molte delle speranza per raggiungere una sudata salvezza in queste ultime 10 partite.
Cosa ha funzionato
Sfruttando i dati forniti da Synergy andremo ad analizzare la stagione giocata fino ad ora dalla squadra di Pesaro.
La Victoria Libertas Pesaro, osservando la tabella riportata di seguito, si conferma una squadra con numeri e percentuali offensive molto bassi, a riprova delle sole 5 partite vinte fino a ora, e che mostra le sue qualità prevalentemente nelle azioni in transizione dove incide con oltre 1.2 punti per possesso, mentre in quasi tutti gli altri play e shot types si trova in media o, spesso, sotto il livello medio rispetto alle altre sfidanti nel campionato.
Difensivamente la VL Pesaro mostra ulteriori lacune risultando raramente sufficiente e, in accordo con i dati riportati da Synergy, spesso sotto la media in molte voci statistiche rispetto alle altre squadre della serie A1 come ad esempio i rimbalzi dove, con 34.4 di media, si trova all’undicesimo posto.

Cosa non ha funzionato
Le sole 5 vittorie stagionali mettono in luce come, per Pesaro, siano molte di più le cose che in questa parte della stagione non hanno funzionato infatti la VL è quartultima per punti segnati a referto con 78.3 di media e scende persino al penultimo posto se si osservano i punti per possesso che superano di poco gli 0.9 e ciò, per una squadra che avrebbe voluto fare del talento offensivo una delle proprie chiavi di gioco, è un’ulteriore conferma degli errori commessi.
La squadra pesarese mostra, infatti, carenze in quasi tutti i play types mettendo in luce un’enorme difficoltà nelle collaborazioni tra compagni di squadra che si evidenzia nei Pick and Roll sia per quanto riguarda quelli la cui finalizzazione spetta all’handler (0.695 ppp) che quelli per il rollante (0.992 ppp).
La VL Pesaro evidenzia le proprie mancanze anche sotto l’aspetto difensivo dove è al terzultimo posto per punti subiti con 86,2 a partita e 1.009 punti per possesso subiti di media; risulta inoltre estremamente negativa e insufficiente in quasi tutti i play types difensivi ad eccezione dei tagli e della difesa sui rollanti nel pick and roll che mettono in luce una difesa sufficiente solo nel pitturato.

La squadra marchigiana, in queste ultime sfide, con i nuovi acquisti dovrà quindi rivoluzionare o cercare di limitare il più possibile le carenze di un roster che, fino ad ora, ha evidenziato più difetti che pregi non riuscendo mai a crearsi un proprio stile di gioco e faticando a trovare una propria identità e delle caratteriste da sfruttare per incidere e vincere.
Pagellone
McDuffie 7: è arrivato da poco in casa biancorossa, ma ha già mostrato di essere un giocatore di grande talento che risulterà fondamentale per raggiungere la salvezza a fronte anche della sua duttilità e delle sue qualità atletiche.
McCallum 4,5: il giocatore, che ha calcato anche i parquet della NBA, era stato firmato per essere uno dei leader della squadra marchigiana, ma fin dalle prime partite ha messo in luce una grande difficoltà nell’adattarsi al campionato italiano e alle richieste in campo del suo coach e, per queste ragioni, dopo sole 11 partite ha lasciato Pesaro con 8.4 punti e 4.3 assist di media.
Bamforth 6,5: il giocatore ex Sassari è stato uno dei colpi di mercato estivi della Victoria Libertas Pesaro che, fin da subito, ha affidato alle sue mani i tiri più importanti e decisivi e lui, almeno nelle prime uscite, ha dimostrato di essere un giocatore dal tiro mortifero, ma con una condizione fisica non eccellente; a complicare la situazione una lesione muscolare subita a dicembre lo ha obbligato a stare fuori dal campo per un mese e al suo ritorno non è riuscito più ad essere incisivo come nelle sfide di inizio stagione nonostante sia tuttora il top scorer del team con 14,9 punti di media.
Bluiett 5,5: Trevon Bluiett, ala piccola della formazione marchigiana, è arrivato sulle rive dell’Adriatico con l’obiettivo di sfruttare il suo talento offensivo per contribuire alle vittorie biancorosse, ma in questa prima parte ti stagione seppure abbia confermato di essere un ottimo tiratore (43.6% da 3) non è mai riuscito ad essere costante alternando partite da oltre 20 punti con prestazioni in cui è parso quasi invisibile soprattutto sotto il punto di vista difensivo.
Visconti 6: il giocatore italiano in uscita dalla panchina si conferma una pedina spesso utile alla causa pesarese, sul parquet non manca mai di mettere grinta ed agonismo e le sue triple sono una conferma del suo talento offensivo, ma non sempre in questa stagione è riuscito ad essere costante e spesso subisce la fisicità degli avversari che non riesce a limitare in tutte le occasioni.
Ford 6: l’ala americana, arrivata in estate dell’Ungheria con il compito di portare a Pesaro la sua energia, si sta dimostrando un vero e proprio tuttofare e con l’arrivo di coach Sacchetti i suoi compiti sono persino aumentati poiché gli viene richiesto di giocatore in 3 differenti ruoli, le 2 ali e addirittura come 5, mentre difensivamente la sua duttilità lo porta a dover marcare, in alcune situazioni, anche gli esterni.
Maretto s.v.: il giovane giocatore della VL Pesaro, seppur abbia calcato il parquet in poche uscite, ha messo in luce le sue qualità e la sua dedizione e impegno nel gioco che lo rendono un possibile prospetto per la serie A del futuro.
Tambone 5: il capitano della Victoria Libertas Pesaro sta vivendo una stagione al di sotto delle aspettative ed anche per questo nelle ultime giornate il suo minutaggio si è fortemente ridotto. Tambone, con i suoi 7.2 punti e 2.7 assist di media, sta enormemente faticando a trovare ritmo e costanza ed anche dal punto di vista difensivo in questa annata si sta dimostrando molto meno produttivo di ciò che aveva fatto vedere nelle stagioni precedenti e le due palle perse a fronte di soli 0.6 recuperi di media ne sono la prova.
Cinciarini 6,5: il playmaker italiano è arrivato a stagione in corso per sopperire alla partenza di McCallum e per provare a dare una svolta alla stagione pesarese, ma fino ad ora, seppur il suo contributo in termini di punti e assist (miglior assist man della squadra con 5.9 di media) sia stato considerevole, non è riuscito nel suo intento di risollevare Pesaro dalla zona retrocessione nonostante sia evidente in campo il suo impegno e la sua voglia che però spesso si trovano a dover far fronte ad un’età che avanza e che non gli permette sempre di essere lucido e reattivo in ogni situazione, soprattutto sotto l’aspetto difensivo.
Mazzola 5: dopo il brutto infortunio che lo ha colpito nella scorsa stagione non è più riuscito a mettere sul parquet le sue qualità e il suo talento e, seppur sia sceso in campo in tutte le partite giocatore fino ad ora, non ha mai brillato sembrando spesso stanco, fuori forma e fuori dai giochi e dagli schemi sia in fase offensiva che in fase difensiva.
Schilling 4: probabilmente il più grande flop di questa annata: fin dalla prima partita non è mai apparso come un giocatore che potesse giocare nel massimo livello del campionato italiano e la sua condizione fisica pessima ha ulteriormente peggiorato le sue prestazioni che non si sono, però, mai avvicinate alla sufficienza. Ha giocato solo 4 partite in una annata che definire triste e sfortunata sarebbe riduttivo.
Totè 6,5: ad inizio campionato è stata la vera rivelazione della Victoria Libertas Pesaro: ha inanellato una serie di prestazioni di altissimo livello mettendo in luce le sue qualità e risultando un vero e proprio fattore nelle vittorie ottenute, ma con il passare delle partite il suo rendimento è calato e i suoi difetti sono stati sempre più sfruttati dagli avversari come, ad esempio, quello di una non eccellente presenza a rimbalzo (5 di media) o in difesa e con l’arrivo di coach Sacchetti anche il suo minutaggio è un po’ diminuito.
Mockevicius 5: il lungo lituano è arrivato a stagione in corso per sostituire il suo pari ruolo tedesco ed è stato tagliato durante la pausa della Coppa Italia per permettere l’arrivo dell’ultimo acquisto Foreman, quindi non è mai riuscito ad inserirsi al meglio all’interno della formazione pesarese e la sua avventura è apparsa come una banale “comparsata” anche se le colpe di ciò non sono le sue, infatti, l’arrivo di Sacchetti e la sua proposta di gioco hanno reso la presenza di un giocatore con le caratteristiche di Mockevicius praticamente inutile obbligandolo a giocatore solamente pochissimi minuti nei quali il suo rendimento è stato tutt’altro che elevato e convincente, rendendo perciò quasi inevitabile la sua partenza.
