La Virtus Bologna dimostra di non credere più fino in fondo alle residue speranze di agganciare il play-in di EuroLeague. Contava poco per i bianconeri, nulla per l’Anadolu Efes, ma il campo ha raccontato un’altra storia: secondo trentello consecutivo incassato, dopo quello subito al Pireo contro l’Olympiacos, e terzo KO di fila considerando anche lo scivolone contro l’ASVEL Villeurbanne.
Un segnale preoccupante, perché l’Europa rischia ora di trasformarsi in un finale amaro, capace di oscurare quanto di buono costruito nella prima parte di stagione.
Virtus Bologna. percentuali aride e attacco senza ritmo
La serata è stata segnata dalle pessime percentuali delle prime punte. Edwards e Alston tra i peggiori, ma questa volta anche Morgan ha faticato oltre misura. Il tiro da tre è stato un problema strutturale, con un terzo quarto chiuso a malapena in doppia cifra.
Dall’altra parte, Swider e Lee hanno punito con continuità dall’arco, guidati da Weiler-Babb (9 assist), ex Bayern, che ha soffocato Edwards anche nella metà campo difensiva.
Quando l’Efes ha alzato l’intensità, Bologna si è sciolta senza trovare contromisure.
Le poche note positive: Jallow e l’orgoglio di Hackett
In una serata complicata, le cose da salvare si contano sulle dita di una mano:
la lotta a rimbalzo con Jallow protagonista
i lampi di Diouf e Smailagic
la solita leadership emotiva di Hackett
il garbage time utile a Ferrari per fare esperienza
Per un quarto e mezzo la Virtus è rimasta in scia, poi il crollo. Troppo fragile la risposta mentale nel momento decisivo.
Ivanovic senza alibi: “Senza energia e difesa è impossibile”
L’analisi di coach Ivanovic è stata netta:
«Abbiamo giocato malissimo nel secondo tempo, non c’è stata partita. Dopo il primo tempo abbiamo rinunciato rapidamente, e senza energia e difesa è difficile giocare. L’Efes ha giocato bene in difesa su Edwards, noi non ci siamo passati bene la palla. Quando non difendiamo bene non c’è nulla che funzioni».
Parole che fotografano il momento: la Virtus perde identità quando smette di difendere. E senza solidità difensiva, anche l’attacco si sgretola.
Obiettivo Coppa Italia: priorità assoluta
Con l’Eurolega ormai compromessa, il primo grande traguardo resta la Coppa Italia. Serve una reazione immediata, soprattutto mentale. Perché al di là delle percentuali, è mancata l’anima competitiva.
E quella, in questo finale di stagione, farà tutta la differenza.





