IL CONTESTO DELLE ACQUISIZIONI
La Virtus, insomma, si ritrovava alle porte del momento decisivo della stagione con un problema impellente (il reparto lunghi) e uno meno scottante, ma potenzialmente pesante (il rendimento di Mannion).
Il quadro europeo delle ultime settimane, nella sua tragicità, ha portato alla dirigenza virtussina un assist in stile Teodosic, che si è incastrato in maniera incredibilmente perfetta con una serie di altre situazioni:
- il mercato chiuso in Eurolega ha, di fatto, tagliato fuori dalla corsa ai pezzi pregiati in uscita dalle squadre russe le avversarie più pericolose per la Virtus;
- il fatto che Milano avesse esaurito i tesseramenti per questa stagione ha portato, quasi naturalmente, Daniel Hackett verso Bologna, a maggior ragione con la volontà di avvicinarsi il più possibile alla sua Pesaro;

- Partizan e Valencia, le principali avversarie della Virtus in Eurocup, avevano meno urgenza di sistemare il proprio roster sotto canestro. I serbi si erano recentemente sistemati con Lessort e Vukcevic, mentre il Valencia, di suo, ha un roster ricchissimo di opzioni sotto canestro (Tobey, Dublijevic, Rivero, Pradilla, Labeyrie, Claver);
- la dipartita da Eurolega delle squadre russe, presumibilmente anche per la prossima stagione, libera, molto probabilmente, più dei due posti originari, che rischiavano seriamente di essere meno, viste le stagioni di Unics e Monaco. Che vuol dire che alla Virtus potrebbe non servire necessariamente vincere l’Eurocup per accedere e forse nemmeno arrivare in finale. Cosa che, sul mercato, a livello di appeal verso i giocatori, ha sicuramente avuto un peso in ottica futura.
Una situazione dove la dirigenza è stata abile ad inserirsi, riallacciando con Hackett un discorso già aperto quest’estate, come si è appreso, e sfruttando l’occasione per mettersi in casa un fuoriclasse del calibro di Shengelia. Magari solo per questi ultimi tre mesi di stagione. Ma che potrebbe dare lo slancio decisivo per raggiungere finalmente la tanto attesa Eurolega e difendere lo Scudetto 2020/2021.





