Momo Diouf si avvicina alla nuova stagione con un obiettivo chiaro: diventare uno dei punti di riferimento della nuova Virtus Bologna. Dopo anni di lavoro progressivo, il lungo classe 2001 è arrivato a un punto in cui le responsabilità crescono, dentro e fuori dal campo.
Come riportato da il Quotidiano Sportivo, l’estate 2026 è stata diversa rispetto alle precedenti. Dodici mesi fa Diouf era impegnato prima nella Summer League NBA e poi con la Nazionale italiana a EuroBasket. Questa volta, invece, niente maglia azzurra: il centro ha scelto — o meglio, aveva bisogno — di fermarsi. Una stagione intensa, carica di partite e minuti, aveva reso il riposo quasi una necessità prima ancora che una scelta.
Il peso dell’esperienza in uno spogliatoio che cambia
La Virtus riparte con molte facce nuove e un allenatore nuovo. In questo contesto, Diouf si ritrova ad essere, insieme a Daniel Hackett, uno dei giocatori con maggiore esperienza europea nel roster. Un ruolo che non è solo tecnico: il club si aspetta che il centro faccia da collante per un gruppo che deve ancora trovare la propria identità.
Non è la prima volta che gli viene chiesto qualcosa di simile. Un anno fa fu lui ad accompagnare Aliou Diarra nei primi mesi a Bologna, aiutandolo ad ambientarsi in un contesto nuovo. Adesso il testimone passa a Kevin Kokila, il francese di passaporto angolano. Un compito che, almeno sulla carta, potrebbe risultare più semplice: Diouf, Diarra e Kokila sono tutti e tre nati nel 2001 e condividono la lingua francese. Un dettaglio che potrebbe accelerare la costruzione di un’intesa, dentro e fuori dal parquet.
La fiducia della società nei confronti di Diouf era già arrivata in modo concreto qualche mese fa, con il rinnovo del contratto accompagnato da un adeguamento economico. Ora tocca al giocatore rispondere sul campo, in quella che si preannuncia come la stagione della sua definitiva consacrazione in bianconero.

