Stasera all’Arena si accendono le semifinali: la Virtus Bologna ospita Venezia in gara 1, e Nenad Jakovljevic non si nasconde. Il coach bianconero sa che la Reyer è un avversario di spessore, e lo dice chiaramente.
Pajola e Alston non saranno disponibili, per ragioni diverse, e questo pesa. Ma, come riporta Il Corriere dello Sport, Jakovljevic non vuole sentire alibi:
«Non è facile parlare di giocatori che non possono aiutarti, hanno qualità cestistiche e umane non facili da sostituire. Ma dentro la nostra organizzazione chi c’è deve dare qualcosa in più, fare uno sforzo extra in attacco e soprattutto in difesa. Mi aspetto maggiore compattezza e unione.»
Il messaggio è diretto: chi scende in campo questa sera deve alzare il proprio livello, senza aspettare che siano gli altri a trascinare. Sul fronte del turnover, uno tra Yago Dos Santos, Jallow e Smailagic resterà fuori dalla rotazione, mentre Hackett è indicato come un elemento capace di fare la differenza.
Una Venezia diversa da Trento
Il quarto di finale ha consumato energie da entrambe le parti: sia la Virtus che la Reyer sono state spinte fino a gara 5, rispettivamente da Trento e Tortona. Jakovljevic, però, distingue nettamente i due avversari:
«Trento e Venezia sono due squadre diverse. Trento ci ha messo in difficoltà perché è molto difficile difendere contro una squadra del genere. Venezia ha molto talento offensivo, è fisica ed esperta.»
Fisicità e aggressività sono le caratteristiche che il tecnico bianconero sottolinea di più quando parla della Reyer. E proprio su quei due elementi costruisce la ricetta per provare a vincere:
«Contro Trento mi ha fatto molto piacere vedere certi giocatori reagire, e la squadra ha preso consapevolezza. Solo giocando con aggressività e in difesa possiamo vincere.»
La strada è tracciata. Quaranta minuti di intensità, senza cali e senza concessioni:
«Dovremo avere consapevolezza che la partita dura quaranta minuti. Per imporre il nostro ritmo dobbiamo essere duri dal primo all’ultimo secondo. Duri, compatti, coesi e disciplinati.»
