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Rivoluzione Virtus: via Pajola, regia a Carr e Bello e tre centri classe 2001 per Mumbrù

Mancano ancora due settimane prima di spalancare le porte della palestra Porelli, ma la nuova Virtus Bologna sta già prendendo forma attraverso un programma di rientri scaglionati e precise linee guida tecniche. La preparazione iniziale dovrà fare i conti con diversi assenti convocati dalle rispettive selezioni: Baldasso e Ferrari sono impegnati con l’Italia, mentre Diarra, Klintman e Kokila hanno risposto alle chiamate di Mali, Svezia e Angola. Anche lo stesso coach Alex Mumbrù sarà assente per via della guida della nazionale tedesca.

Il nodo della regia: Carr e Bello per raccogliere l’eredità di Pajola

Come scrive il Corriere dello Sport, uno dei capitoli più delicati del nuovo corso riguarda la gestione della cabina di regia. Chiusasi la parentesi legata a Alessandro Pajola — cresciuto nel vivaio e maturato in modo decisivo al fianco di Teodosic —, il settore esterni cambia completamente pelle. Daniel Hackett viene dirottato su un altro ruolo per questioni anagrafiche, mentre Luca Vildoza ha salutato, lasciando il ricordo di uno dei passaggi a vuoto del mercato della passata stagione.

La dirigenza della Virtus punta ad affidare la manovra a interpreti d’impatto: i profili più accreditati per la cabina di regia sono Marcus Carr e Rasheed Bello. A completare le rotazioni ci sarà anche Trent Frazier, pronto a scalare in posizione di play all’occorrenza per garantire supporto e minuti di qualità.

Virtus: caccia ai leader del futuro e un reparto lunghi dal volto verde

Accanto alle questioni tattiche, la Virtus va alla ricerca di nuovi punti di riferimento caratteriali. Nel recente passato la storia bianconera si è alimentata della personalità di figure carismatiche: da Miloš Teodosic fino a Marco Belinelli, profondo conoscitore di ogni angolo della Porelli, passando per Tornik’e Shengelia, tra i principali artefici dell’ultimo tricolore. Trovare elementi in grado di ereditare quella leadership rappresenta una priorità della nuova gestione.

Sotto canestro, dove negli anni scorsi sono spesso emerse carenze a livello di stazza e presenza fisica, la società sceglie la strada della linea verde. La struttura del reparto lunghi poggerà su tre centri, tutti classe 2001: una scommessa di gioventù e freschezza pensata per garantire dinamismo e rispondere alle richieste di gioco ad alto ritmo di coach Mumbrù.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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