La situazione finanziaria della Virtus Bologna è tornata al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione del bilancio chiuso al 30 giugno 2025, che evidenzia una perdita di 11,5 milioni di euro, come riporta il Corriere di Bologna. Un dato che conferma il momento critico attraversato dal club bianconero, già segnalato dal collegio sindacale con due comunicazioni ufficiali per “motivato stato di crisi”.
In questo scenario difficile, la dirigenza è stata costretta ad attuare misure straordinarie per garantire continuità operativa e salvaguardare il futuro della società.
Le cause della perdita: calo dei ricavi e interventi straordinari dei soci
Il passivo sarebbe stato ancora più pesante senza i versamenti infruttiferi dei soci, pari a 6 milioni di euro, effettuati quando il club era ancora sotto la gestione di Crif e Carlo Gherardi. A questi si aggiunge un intervento determinante: la rinuncia di Massimo Zanetti a crediti finanziari per 9 milioni di euro, scelta che ha permesso di ridurre in modo significativo la perdita complessiva.
Nonostante questi correttivi, il bilancio evidenzia un deterioramento dei ricavi, scesi a 21,6 milioni di euro per la stagione 2024-25. Particolarmente rilevante il calo del 30% nelle sponsorizzazioni, dovuto soprattutto all’uscita di Segafredo come main sponsor. A pesare ulteriormente è anche l’assenza di uno sponsor dedicato all’Eurolega, voce solitamente determinante per club di questo livello.
Il ruolo di Massimo Zanetti: “Farò il possibile per riportare la Virtus ai vertici”
Oggi Massimo Zanetti è l’azionista dominante della Virtus Bologna, con il 99,7% delle quote. Tornato pienamente al comando, ha aumentato il capitale sociale fino a 7,6 milioni di euro, assumendosi la responsabilità di coprire il deficit e garantire la continuità aziendale fino al 30 giugno 2026.
“Ho sempre creduto nella Virtus e farò il possibile per riportarla ai vertici”, ha dichiarato, ribadendo il proprio impegno anche sul piano sportivo e manageriale. Una presa di posizione necessaria in un momento in cui la liquidità rappresenta il primo vero ostacolo alla stabilità del club.
Budget 2024-25 e prospettive: tra contenziosi, debiti e ricavi in calo
Il budget totale per la stagione 2024-25 è fissato a 32,4 milioni di euro, ma comprende anche da costi derivanti da contenziosi persi, debiti tributari con impatto fino al 2028, obblighi finanziari accumulati nelle ultime stagioni.
La riduzione del ticketing, in calo del 18% rispetto all’anno precedente, rappresenta un ulteriore segnale della difficoltà nel mantenere alte le entrate operative, nonostante il forte supporto della piazza bolognese.
Comellini confermato AD: stabilità manageriale in un contesto critico
In un contesto finanziario complesso, il club ha scelto la strada della continuità confermando Marco Comellini come amministratore delegato. La sua presenza sarà fondamentale per gestire la fase di rilancio, lavorando in sinergia con lo staff sportivo guidato da Ivanovic e Ronci, entrambi citati da Zanetti come punti fermi del progetto tecnico.
Quale futuro per la Virtus Bologna?
Nonostante gli interventi straordinari e l’impegno dell’azionista di riferimento, il futuro della Virtus Bologna presenta ancora molte incognite. Per tornare su un percorso di stabilità serviranno nuove entrate da sponsorizzazioni, strategie commerciali più efficaci, una gestione finanziaria rigorosa, risultati sportivi in grado di attirare investitori e pubblico.
La Virtus resta campione d’Italia in carica, ma il titolo deve ora fare i conti con una realtà economica delicata. I tifosi bianconeri sperano che le misure adottate possano segnare l’inizio di un percorso di risanamento duraturo.
