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Virtus Bologna: riflessioni post Supercoppa

IL VECCHIO VIZIO DEI TERZI QUARTI

Andando su un punto negativo, impossibile non citare la vecchia brutta abitudine di gettare nel secchio dell’umido ampi vantaggi accumulati nei primi tempi, con terzi quarti tremebondi. 18-36 nella semifinale con Napoli, 8-21 il parziale di apertura domenica contro Milano.

Ci si è scervellati per un anno per tentare di capire i cali di tensione che hanno caratterizzato tutta la passata stagione virtussina e pure questa è iniziata con gli stessi problemi.

Se con Napoli ci sono state una serie di palle perse davvero superficiali che hanno regalato punti facili alla squadra di Milicic e riaperto rapidamente la partita, contro Milano è stato un mix di leggerezze e difese soffici, soprattutto con problemi di comunicazione, volendo fisiologici a questo punto molto prematuro della stagione, che hanno rimesso l’Armani in parità.

A voler cercare un filo conduttore nei quintetti che hanno iniziato i secondi tempi, il terzetto in campo in entrambi i frangenti era Belinelli-Shengelia-Zizic, ma già la passata stagione ha mostrato come, spesso, anche cambiando gli interpreti, il risultato non si modificasse. Vedremo con le prime partite di campionato ed Eurolega.

Achille Polonara (Virtus Segafredo Bologna) & Zack LeDay (EA7 Emporio Armani Olimpia Milano)

POLONAIR SUGLI SCUDI

Difficile non citare la Supercoppa giocata da Achille Polonara: 10 punti e +25 di plus/minus contro Napoli, 18 con 7/10 dal campo nella finale. Coinvolto per forza di cose, viste le ristrettezze nel reparto lunghi (ci torniamo), l’ex Fener e Zalgiris ha risposto decisamente presente. Di certo aiutato da due serate di tiro eccellenti (6/9 da dietro l’arco totale, numeri che non gli sono propriamente usuali), ha saputo poi esaltarsi in tutte quelle cose in cui riesce meglio: punti rubati sotto canestro e giocate difensive di energia. Finché non arriverà un altro lungo a dar manforte, il suo ruolo sarà cruciale. Non casualmente, in entrambe le partite, la Virtus ha giocato i momenti chiave delle partite con lui e Shengelia sotto canestro. Starà poi a lui riuscire ad essere utile alla causa quando il tiro entrerà meno.

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata.Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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