Si interrompe dopo tre anni il dominio della Virtus Bologna in Supercoppa. E a voler guardare le cabale, un tifoso potrebbe anche prendere la notizia con sollievo, visto che mettere in bacheca il primo trofeo stagionale non è praticamente mai coinciso con stagioni particolarmente brillanti.
Ma tolte le ricorrenze a cui dar peso o meno, le prime partite ufficiali della stagione 2024/2025 hanno dato anche i primi, prematuri, riscontri. E in casa Virtus ci sono segnali positivi che vanno a mischiarsi a vecchi vizi, che si sono ripresentati.
CLYBURN-MORGAN-TUCKER: SUBITO PROMOSSI
Partendo da una nota positiva, i volti nuovi principali di questa stagione hanno avuto un impatto decisamente buono. Clyburn è sembrato già un riferimento chiaro per la squadra. I compagni lo cercano con continuità, lui ha risposto presente gestendo un gran quantitativo di palloni e mettendo anche un paio di tiri importanti. Pesa il tiro libero sbagliato nel finale della gara con Milano, ma complessivamente la due giorni di Coppa ha restituito un giocatore che sembra pronto, almeno offensivamente, a recitare il ruolo che da lui ci si attende. Rimandato nella metà campo difensiva, ad essere onesti.
Buoni segnali anche da Matt Morgan e Ray Tucker. Più continuo offensivamente il primo. In doppia cifra in entrambe le partite, soprattutto ha dato l’impressione di aver aggiunto una dimensione che è mancata terribilmente alla Virtus nelle ultime stagioni: un playmaker capace di rompere i ritmi della partita, battendo il suo uomo e andando sparato a canestro. Notevole davvero il suo primo passo, legato alla capacità di vedere quando l’area avversaria è vuota per arrivare al ferro.
Meno di impatto offensivo Tucker, ma sempre attivo in difesa, dove ha messo in fila una serie di ottime giocate, soprattutto lontano dalla palla, lato del suo gioco su cui tende a volte a latitare. Nella finale con Milano, poi, ha trovato una serata ispirata dietro l’arco (3/4) che lo ha molto aiutato. In situazioni di campo aperto o transizione ha già fatto vedere il potenziale, nel contesto di una squadra che ha da subito cercato di alzare i ritmi: quasi 80 possessi a partita, 75 il pace normalizzato sui 40′ (dati hack-a-stat). A metà campo, invece, l’ex Reyer sembra ancora in cerca dei suoi spazi.
