Per Vildoza e Hackett il momento è arrivato, ma il loro rientro è previsto per domenica a Reggio Emilia. A Sofia, dunque, la Virtus Bologna scenderà in campo senza playmaker di ruolo. Lo stesso Vildoza ha parlato del rapporto con Ivanovic: «Mi aiuta», ha detto il playmaker. «Mi spinge a essere mentalmente più forte, litigavamo spesso, vedevamo il basket in modo diverso, ma alla fine mi ha aiutato a diventare più forte. In campo possiamo anche litigare, ma alla fine siamo uomini. Questo lo rispetto».
«Anche prima della partita con il Partizan avevo la sensazione che non ce l’avremmo fatta, abbiamo giocato senza playmaker, assenza tripla, compresa quella di Pajola, che non s’è avvertita contro Milano. Il ritmo e la fisicità della squadra di Ivanovic hanno mascherato la mancanza di un regista di ruolo, esaltando le caratteristiche di una squadra che al tiro crede davvero, dimostrandolo con i fatti.»
L’avversario: Hapoel in crescita
L’Hapoel ha subito una frenata rispetto alla squadra che aveva dominato l’inizio di stagione, ma ora è ripartita con tre successi consecutivi contro Milano in casa e Barcellona in trasferta. L’ultimo ieri sera, nel recupero contro Paris, ha rilanciato le ambizioni playoff.
Blakeney e Bryant hanno dato le spallate decisive ai francesi e saranno tra gli uomini più pericolosi, insieme alla fisicità sotto canestro di Oturu e compagni.
Virtus Bologna tra ambizione e segnali positivi
Per la Virtus Bologna, si dice sempre che conta la classifica, poi però si scopre che non è così: il club vuole davvero essere protagonista anche in Europa. Il palcoscenico Eurolega resta centrale e prestigioso.
Dalla squadra sono arrivati segnali incoraggianti: la crescita di Alston Jr e l’intensità di Jallow, chiamato a rispondere presente, stanno aiutando a mascherare l’emergenza e a mantenere alto il livello competitivo anche nei momenti più complicati.
