- Accoppiamenti difensivi iniziali. Lato Virtus: Hackett-Christon, Belinelli-Petrucelli, Smith-Della Valle, Shengelia-Akele, Dunston-Bilan; lato Brescia: Christon-Smith, Della Valle-Belinelli, Petrucelli-Hackett, Akele-Shengelia, Bilan-Dunston.
- Il set iniziale di Brescia è la ricezione in psot di Christon ma gli accoppiamenti dell’ex Tortona con Hackett e di Petrucelli col capitano della Virtus è troppo ghiotta per non coinvolgere immediatamente Belinelli in un P&R: la tripla dal palleggio sul passaggio under sul blocco di Bilan non appartiene al bagaglio dell’#11 di Magro. Vittoria difensiva Virtus in apertura.
- Belinelli a navigare sui blocchi, Bilan nella copertura dello spazio alle spalle in un P&R centrale: i due più grandi bersagli delle difese Virtus e Germani sono subito individuati, anche se non si ottengono frutti nell’immediato. Obiettivo? Costringere sin da subito ad adattamenti nelle strutture difensive avversarie.
- Adattamenti che arrivano subito nell’attacco della Virtus: la pressione sulla palla di Petrucelli su Hackett non permetterebbe di innescare coi tempi giusti le uscite sui blocchi, quindi Bologna agisce molto più di consegnati e P&R, non cercando necessariamente la conclusione del palleggiatore. Esempio? Brescia non cambia e Belinelli si isola in post contro Della Valle. Fade away a far pesare cm e tecnica di tiro, primo vantaggio Virtus.
- Come massimizzare il roll di Bilan contro un difensore in drop ancora di livello elitario come Dunston? Facendo portare a Bilan non il primo ma il secondo blocco di un double drag, dove il palleggiatore ha già un vantaggio lieve dato dal primo screen e ha più spazio per gestire la drop del #42.
- Così come in EuroLeague – e il livello di fisicità iniziale è quantomeno paragonabile alle sere di metà settimana in giro per il Vecchio Continente – il fattore che rischia di annullare il divario tecnico tra la Virtus e l’avversario è la gestione dei rimbalzi: la presenza in quintetto di Akele e Christon, esterno e guardia propensi a sbilanciarsi a rimbalzo offensivo, costituisce una dynamo di extrapossessi se aggiunta ai tentacoli di Bilan. Già 3 nei primi 3’19”.
- Altra idea per coinvolgere almeno un altro uomo nei blocchi sulla palla di Bilan? Spain P&R con Petrucelli a bloccare il bloccante: la Virtus decide di cambiare tra marcatore del palleggiatore e marcatore del secondo bloccante per contenere la penetrazione e dare il modo a Dunston di recuperare sul roll senza interessarsi dell’handler dopo lo show. 2° persa in meno di 4′ per Brescia.
- Risposta di Brescia al post di Shengelia? Raddoppio sul secondo palleggio del georgiano. Akele ha dinamismo per contenere Toko per un paio di contatti, quindi la Virtus cambia immediatamente obiettivo spalle a canestro: Dunston riceve per attirare l’aiuto di Akele stesso e ribaltare sul perimetro per uno Shengelia che, marcato da un difensore meno spregiudicato e tendente allo sbilanciamento come il #45 di Magro, non avrebbe sufficiente spazio e tempo per preparare la tripla.
- La Virtus, a maggior ragione senza Cordinier dalla palla a due, fatica enormemente ad arrivare al ferro col quintetto iniziale. Dal palleggio nessun esterno eccelle. Come supplire? Transizione rapida, creazione di crossmatch con Shengelia e rimbalzi offensivi.
- Scelta chiara di Bologna sin dal primo possesso: su Petrucelli e Christon si difende under su qualsiasi blocco, su Della Valle si difende over o si fa switch col difensore del bloccante. Parziale eccezione è Pajola, cui è concesso di passare sopra anche quando difende Christon e sfruttare le abilità on ball.
- Lundberg-Pajola-Dobric-Shengelia-Cacok: massima intensità e pressione sulla palla (sin dalla rimessa da fondo), difesa stunt su ogni penetrazione, massimo sfruttamento possibile delle qualità di passatore di Toko in transizione, individuare subito Gabriel come bersaglio sin troppo chiaro per un 3° fallo che rischia di pesare enormemente nell’economia delle rotazioni dei 4 di Magro.





