- Come sfruttare un difensore on ball di altissima caratura come Petrucelli? Assegnandogli come marcatura primaria Iffe Lundberg e ordinare lo switch con la guardia che marca Pajola nei set che prevendono un consegnato tra gli handler di Bologna. Non si crea vantaggio sull’hand off, non crea vantaggio Pajola quando è marcato da John sul P&R, non si trova il 3° uomo come sponda per i limiti di handling di Pajo e la lunghezza di braccia di Petrucelli. Il personale a disposizione, al massimo delle potenzialità: chapeau a coach Magro.
- Brescia cambia su tutto con la panchina, la Virtus cerca le zone e gli uomini migliori per sfruttare i fisiologici vulnus di una switching defense: Lundberg sceglie Burnell come uomo migliore da attaccare in 1vs1 dal palleggio. Il massimo vantaggio Virtus (33-22) è dovuto a una difesa che cerca di adeguarsi a una fisicità di EuroLeague ma che dimostra di andare talvolta fuori giri, di esagerare ed esporre il fianco (tagli backdoor dalla guardia sulla difesa stunt su P&R centrale) alle qualità virtussine.
- Chi di rimbalzo offensivo perisce (per fisicità), di rimbalzo offensivo ferisce (per scelte difensive): Cacok è mentalmente in partita e rastrella qualsiasi tiro sbagliato dai compagni, sfruttando la vicinanza a rimbalzo di corpi meno dotati del suo. Cambiare tutto ha i suoi pregi – soprattutto se i lunghi non esagerano i contatti sulle penetrazioni delle guardie – e i suoi difetti.
- Con Bilan in campo cambia la difesa di Brescia e cambiano le scelte virtussine. Esempio lampante: se prima sul P&R Lundberg si trovava automaticamente accoppiato al lungo non sul livello del blocco ma direttamente al posto del difensore del bloccante, ora avrebbe il contenimento del croato. Iffe non vuole consegnarsi al raddoppio dinamico sulla via del canestro e rifiuta così il blocco, cambiando direzione prima che Mito possa impostare la drop coverage. No cambio, no contenimento, solo due difensori colti nel mezzo.
- Chapeau a coach Magro, parte 2: molta più transizione del consueto per limitare i possessi in cui la stazza della Virtus comanda il ritmo dei set di Brescia.
- Ulteriore set per sfruttare la (limitata) difesa di Della Valle lontano dalla palla: P&R centrale in cui Brescia fa show e ADV è tag del rollante da lato debole. Cacok, se riceve coi tempi giusti, gli passa semplicemente sopra.
- Il segreto della Virtus del 2Q è il reject: rifiutare l’angolo del bloccante per attaccare dall’altro lato e cogliere di sorpresa il proprio marcatore.
- Alternativa per la difesa in post di Shengelia? Front di Burnell e obbligo per l’entry pass virtussino a trasformarsi in lob.
- Adeguamento di Brescia a inizio 3Q: sulle uscite dai blocchi di Belinelli il difensore dell’ultimo bloccante fa un passo ulteriore verso la palla, in modo do rallentare la ricezione del capitano bolognese ed, eventualmente, costringerlo a mettere palla per terra.
- 3 palle perse consecutive per la Virtus nei primi 2’30” del secondo tempo: la fisicità e l’energia di Brescia inizia a presentare il conto alla mente e alla lucidità delle Vu Nere che, come a Cremona, subisce l’impatto di una squadra che fa dell’aggressività difensiva nei primi secondi dell’azione il proprio punto di forza.
- Nel momento più difficile, ecco spiegato il perché la Virtus sia la Virtus: il P&R con Shengelia da bloccante non si era ancora visto, ma un paio di ricezioni nella tasca sulla drop di Akele portano 4 punti a tabellone senza uno sforzo estremo di tutti gli elementi del quintetto. Per un campione che innalza il proprio livello, eccone un altro che si trasforma suo malgrado nel primo protagonista e motore dell’attacco avversario: la serata di Belinelli non è fisicamente al livello del primo passo di Petrucelli, e tutte le rotazioni della difesa di Banchi che ne conseguono aprono spiragli notevoli sul perimetro per gli scarichi su Cournhooh.
- Brescia che aumenta forzatamente il pace (triple in transizione di Burnell e Della Valle), la Virtus che replica immediatamente rallentandoli altrettanto forzatamente (fallo subito da Shengelia con meno di 1″ rimanente sul cronometro e jumper di Abass sulla sirena dei 24): tendenze che si ribaltano, a dimostrazione che la singola partita e il singolo contesto possono sovvertire i precedenti, ma che testimoniano la preparazione e la flessibilità dei due coaching staff nel gestire le contingenze.





