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Virtus in caduta libera: Venezia passa e riapre la corsa al vertice, le pagelle

Contro Venezia, per la Virtus arriva la terza sconfitta consecutiva dall’esonero di Ivanovic, e questa volta fa ancora più male ai bianconeri che si fanno così raggiungere in classifica da Brescia, obbligandoli a un percorso netto per avere la certezza di chiudere in prima posizione.

Vittoria che da ormai l’impressione di diventare sempre più una chimera, per una squadra che sembra aver paura della propria ombra, slegata e che ora deve far fronte all’infortunio pure di Vildoza di oltre un mese. L’auspicio per la Virtus è il rientro il prima possibile di Pajola, non solo per garantire minuti e gestione in cabina di regia, ma anche per riportare energia e leadership a un gruppo che sembra aver smarrito sé stesso.

Intanto, la scelta di cambiare guida tecnica continua a non dare le risposte sperate. E risuonano oggi con ancora più forza le parole dell’ex allenatore, che aveva sottolineato come con un certo atteggiamento fosse impossibile vincere le partite.

Dall’altra parte, Venezia reagisce nel modo migliore alla sconfitta della giornata precedente e si rilancia in classifica, portandosi a soli due punti dalle prime posizioni. La sfida, non particolarmente brillante sul piano qualitativo e segnata da numerosi errori su entrambi i fronti, resta comunque equilibrata per tutta la sua durata.

Nel quarto periodo la Reyer riesce anche a toccare il +10, ma la Virtus ha un sussulto d’orgoglio e ricuce fino alla parità nei minuti finali. A decidere il match è però l’episodio chiave: il fallo di Edwards su un tiro da tre di Wiltijer. Il giocatore lagunare è glaciale dalla lunetta e firma un perfetto 3/3 che consegna a Venezia un vantaggio definitivo, che la Virtus non riuscirà più a colmare. Partita che si chiude così 82 a 86 per gli ospiti.

MVP: Tessitori, che punisce costantemente il cambio sistematico degli avversari.

Da rivedere: Edwards, che stasera è il principale indiziato per la sconfitta.

Virtus Olidata Bologna

Accorsi n.e.

Edwards 3: Paradossalmente finisce per essere il miglior alleato degli avversari. Impiegato a lungo da playmaker, accumula minuti di troppo in un ruolo che lo manda fuori ritmo e trascina con sé l’intero attacco: la circolazione si inceppa, il gioco rallenta e spesso dà l’impressione di liberarsi del pallone solo quando non riesce a costruirsi un tiro. Il bilancio è pesante: 6 palle perse, diverse delle quali sanguinose. La migliore difesa la fa nel finale su Niang, non leggendo la situazione. E pesa come un macigno anche il fallo su tiro da tre di Wiltijer, che regala agli avversari i liberi decisivi, vanificando la rimonta costruita dai compagni proprio durante la sua permanenza in panchina per larghi tratti.

Niang 6: Una prestazione fatta di alti e bassi. Nel finale pesa il mancato controllo di un pallone che avrebbe potuto cambiare il destino della gara, ma è anche grazie ai suoi punti e alla sua energia che la squadra riesce a rientrare in partita, alimentando la rimonta con carattere e agonismo.

Smailagic 6: Preciso da oltre l’arco e l’unico a mettere una pezza al dominio di Tessitori.

Alston Jr. 4,5: Partita da copia/incolla con la precedente, con punti che arrivano praticamente solo dalla lunetta, e senza un reale contributo alla gara, anzi a 20 secondi dalla fine colpisce il pallone di piede in difesa regalando ulteriori 14 secondi agli avversari e chiudendo di fatto i giochi.

Hackett 5,5: Gioca una partita senza acuti, con qualche disattenzione non delle sue. Sicuramente meglio da ala piccola che da play.

Ferrari s.v.: Pochi minuti in campo in cui sbaglia un tiro ma si mostra volenteroso.

Morgan 7,5: Il migliore dei suoi, e l’unico vero motivo per cui c’é un secondo tempo equilibrato, segnando 18 dei 23 punti totali proprio nella seconda parte di gara.

Diarra s.v.: Parte in quintetto, 4 minuti, poi rimane a sedere tutta la partita.

Jallow 6: Finalmente i bianconeri rivedono un giocatore simile a quello di inizio stagione, con giocate di energia e anche concretezza.

Diouf 5,5: Perde nettamente lo scontro con Tessitori, mostrando anche un’insolita inefficacia offensiva.

Akele 6: Parte forte, poi però viene dimenticato in panchina per tutti gli ultimi venti minuti, meritava probabilmente più spazio.

Jakovljevic 4: Pur con l’attenuante di essere alla sua terza partita da head coach, il bilancio parla chiaro: tre sconfitte su tre e responsabilità inevitabili. Anche in questa occasione lascia perplessi la gestione della gara, con scelte discutibili come l’utilizzo prolungato di Edwards da playmaker, che finisce per inceppare l’attacco. Manca inoltre una contromisura efficace al giocatore più in palla degli avversari: Tessitori domina a lungo sfruttando mismatch favorevoli senza trovare adeguate risposte. La squadra appare timorosa, poco reattiva, e dalla panchina non arriva la scossa necessaria. Anzi, la sensazione è quella di un gruppo lasciato a sé stesso, in una sorta di autogestione difficile da sostenere.

Umana Reyer Venezia

Tessitori 8: Domina in lungo e in largo in una partita da 18 punti e 13 rimbalzi. Punisce la scelta avversaria del cambio sistematico.

Cole 7: Una partita di grande leadership in entrambe le metà campo con 14 assist e 5 palle recuperate. Fatica tanto al tiro, ma segna nei momenti fondamentali, tra cui i 2 liberi finali con cui regala la vittoria alla sua squadra.

Lever 5: Non viene riproposto nella seconda parte di gara, dopo 7 minuti inconcludenti.

De Nicolao n.e.

Candi 6: Partita ordinata con una tripla importante ma con qualche ingenuità.

Bowman 5,5: 4 falli commessi abbastanza velocemente ne limitano l’utilizzo in una partita in cui comunque segna ma forza anche abbastanza senza particolari fortune. 

Wheatle 6,5: Percentuali non dalla sua, ma nel complesso una partita solida con giocate importanti e con presenza a rimbalzo.

Nikolic 6: Non si mette particolarmente in mostra ma fa sentire il fisico agli avversari.

Jandelize n.e.

Parks 7,5: Qualche momento in cui si mostra un po’ disordinato e con qualche errore di troppo, ma esce alla grande in un finale che lo vede come forse il maggiore protagonista.

Wiltjer 7: Partita da alti e bassi, ma anche lui alla fine è decisivo con un 3/3 ai liberi che chiude i giochi.

Valentine 5,5: Fatica tanto al tiro e si mette così fuori partita, cercando forzature che non gli danno ragione.

Spahija 6,5: La sua squadra gioca una pallacanestro ordinata e con un ritmo controllato che in certi momenti forse non da nemmeno così tanti frutti, perché spingendo sull’acceleratore forse potevano chiudere anche prima la partita. Però in questo modo non permette praticamente mai agli avversari di accendersi.

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