
Alla Virtus Arena, in un’atmosfera segnata da diversi vuoti sugli spalti, è il Bayern Monaco a imporsi al termine di una sfida complessivamente equilibrata nel punteggio, ma mai davvero in discussione sul piano delle sensazioni. Partita che già nei primi cinque minuti mette in mostra tutti i limiti attuali dei padroni di casa, incapaci di trovare ritmo in attacco e in affanno difensivo, con cambi sistematici che non pagano e che vedono così i lunghi tedeschi, su tutti Mc Cormack, bravi a capitalizzare i mismatch e a costruire il primo vantaggio.
Nel secondo quarto gli ospiti sembrano gestire senza particolari affanni, abbassando però l’intensità e permettendo così alla Virtus di rientrare progressivamente in partita. È Morgan a suonare la carica, alzando i ritmi e cercando soluzioni rapide prima che la difesa avversaria possa schierarsi: una scelta che paga, fino al sorprendente 43-43 con cui si chiude il primo tempo.
Al rientro dagli spogliatoi, il Bayern torna a mettere la freccia senza dover premere particolarmente sull’acceleratore e ristabilisce le distanze, toccando il +8 nella terza frazione. La Virtus fatica a mantenere continuità offensiva e, come spesso accade, il calo in attacco si riflette anche sulla nella metà campo difensiva, permettendo agli ospiti di riprendere il controllo.
Nel finale, ancora Morgan prova a tenere in vita i suoi, firmando il canestro anche del +2 a tre minuti minuti dalla fine che riaccende le speranze della Virtus. Ma nei possessi decisivi emerge la maggiore lucidità del Bayern Monaco, capace di colpire con precisione chirurgica nei momenti chiave. Dall’altra parte, pesano, invece, le difficoltà al tiro di un Edwards, da 3/19 dal campo.
Si chiude così sull’80-85 una partita che il Bayern ha rischiato di complicarsi, ma che ha comunque gestito senza eccessivi affanni, trovando nelle triple nei momenti giusti le risposte per allontanare ogni tentativo di rimonta e portare a casa una vittoria meritata.
MVP: Mc Cormack, si mette in partita punendo i mismatch e trovando così solidità anche contro i pariruolo avversari.
Da rivedere: Edwards, disastroso al tiro sceglie di prendersi responsabilità in un finale di gara che non spettavano a lui.
Virtus Bologna
Baiocchi s.v. 2 secondi di gioco alla fine del secondo quarto
Edwards 4: Inizia la partita provando a giocare di squadra, ma l’impressione è che cercando di coinvolgere i compagni sia costretto a fare un extra pensiero che, oltre a portarlo a passaggi imprecisi, gli toglie pure il ritmo al tiro, con percentuali che si abbassano vertiginosamente fino a un tremendo 3/19, aggravato poi da scelte di tiro a dir poco rivedibili. In difesa di certo non è il luogo dove prova a porre rimedio. Nel finale si prende tutte le responsabilità, togliendole a un Morgan in palla e così torna la sconfitta in casa bianconera.
Niang 5,5: Qualche bella iniziativa inaugurata da buone letture difensive, ma non riesce ad essere un vero fattore, subendo anche i numerosi mismatch costretto ad affrontare
Smailagic s.v.: 4 minuti nei primi venti minuti in cui deambula in campo poi non viene riproposto.
Alston Jr. 5,5: Una sorta di media tra due partite giocate nella stessa gara: da un lato quella in cui palleggia e prova a costruirsi il tiro, con risultati decisamente insufficienti; dall’altro quella in cui si affida alle sue qualità migliori, giocando in velocità e riuscendo a rendersi pericoloso. Peccato che, al tiro pesante, non sia proprio giornata.
Hackett 5,5: Un playmaking troppo compassato che finisce per accentuare i limiti della squadra, senza riuscire a trovare le giocate giuste per dare una scossa emotiva.
Ferrari 5,5: Cerca di dire la sua ma a parte qualche rimbalzo le buone intenzioni si fermano sul ferro.
Morgan 8: Ancora una volta è il migliore dei suoi, nonché l’unico motivo per cui la partita non scivola via già nei primi cinque minuti. Chiude con 28 punti, appena due errori dal campo e 7 falli subiti in soli 23 minuti di utilizzo. Ma al di là dei numeri, è soprattutto l’unico capace di dare ritmo all’attacco, accendendo la squadra con le sue accelerazioni.
Diarra 6: Inizio incerto subendo Mc Cormack, nel corso della partita sale di giri diventando a tratti irruento ma con anche una discreta concretezza.
Jallow 5,5: Il solito tentativo di portare energia, ma alla fine risulta troppo pasticcione.
Diouf 5: Perde il confronto con i lunghi avversari: prova a reagire, ma finisce per perdersi in soluzioni troppo egoistiche.
Akele s.v.: Gli elogi in sala stampa dell’allenatore non si rispecchiano in campo. Gioca solo 3 e mezzo in cui peraltro non demerita.
Jakovljevic 4,5: Quarta sconfitta in altrettante partite. Non paga anche stasera la scelta del cambio sistematico che lascia ai lunghi avversari tanti mismatch che alla fine costano carissimo ed è abbastanza incomprensibile la scelta di dare oltre dieci minuti in più a un Edwards in visibile difficoltà al posto di un Morgan ispiratissimo.
Bayern Monaco
Da Silva 6: Non compare nelle statistiche, ma disputa una partita decisamente solida e lucida.
Dimitrijevic 7: Molto casinista all’inizio, trova ritmo con il passare dei minuti e, dopo una brutta palla persa, si accende definitivamente, segnando più volte canestri decisivi, tra cui il +2 a 2 minuti e mezzo dalla fine.
Rathan – Mayes 5: Prova a mettersi in partita cercando più che altro soluzioni da oltre l’arco. Ma non è giornata e Pesic cerca risposte in altri lidi
Voigtmann n.e.
Jessup 7,5: Come ormai da tradizione, emerge nei momenti chiave con triple chirurgiche, capaci di fare più male possibile agli avversari.
Lucic 6: Non cerca mai soluzioni personali, ma si limita a costruire una partita solida: attento in difesa e con buone letture in attacco.
Obst 7,5: All’inizio dà l’impressione di poter essere il mattatore della partita, perché anche se il tiro non è dei migliori si mette a costruire per i compagni, sfiorando la doppia doppia con 11 punti e 9 assist. Col passare dei minuti, però, lascia progressivamente spazio ad altri protagonisti.
Hollatz 5,5: Ordinato ma nei minuti in cui è in campo i pericoli per la Virtus si riducono.
Mike 7: Poco visibile per buona parte della gara, si accende nel momento decisivo, mettendo a segno i tiri decisivi e contribuendo in modo incisivo anche a rimbalzo e in difesa per tutti i 40 minuti.
Giffey n.e.
Gabriel 6,5:Minuti di energia, in cui lascia un impatto evidente nonostante qualche ingenuità.
Mc Cormack 8: Immarcabile, si mette in ritmo contro gli avversari più piccoli per poi non aver problemi a fare la voce grossa contro i pari ruolo, senza mai calare di intensità.
Pesic 6,5:Porta a casa la vittoria senza particolari sforzi e senza dover inventare nulla di straordinario. Ha il merito di sfruttare le debolezze dell’avversario, provando a bloccare la transizione avversaria e trovando giocate importanti da diversi interpreti, grazie a una circolazione di palla efficace.