Attacco
Secondary ball handler (UConn 2016 e 2019/20, Rio Grande 2021/22, Brampton 2022/23); playmaking wing (UConn 2016-19, Raptors e Salt Lake City 2022/23); scoring ball handler (Brampton 2023/24 e Legia Varsavia). Già solo la definizione data da Synergy alle varie versioni offensive di Christian Vital dal college all’Europa sintetizza la varietà di impiego e l’evoluzione del gioco del 27enne del New York. Un dato su tutti: in quanto a possessi da P&R Handler a gara, tra l’annata da freshman (0.5 POSS, 5.5% del carico offensivo personale) e quella da senior a UConn (3.0 POSS, 17.8%) c’è addirittura meno differenza che tra la prima annata da pro’ in G League (3.8 POSS, 27.2% delle azioni che coinvolgevano direttamente Vital) a quella al Legia Varsavia (6.8 POSS, 36.7%).
Dal college all’Europa è completamente ribaltata anche la dieta di tiro: se a UConn prendeva il 70% dei tiri dal palleggio rispetto a quelli in Catch&Shoot sugli scarichi (4.2 e 2.9) e in G League erano quasi egualmente divisi (2.3 e 2.2 ai Raptors 905, 3.5 e 3.8 ai Salt Lake City Stars), al Legia Varsavia i jumper di Vital sono stati più del 200% rispetto a quelli creati senza mettere palla per terra (2.8 e 5.9). A dimostrare che siano i primi più naturalmente nelle corde dell’americano sono anche i PPS (punti per tiro): 0.96 i jumper, 1.24 i C&S (addirittura 1.29 quelli contestati). Una tendenza che conferma i numeri in uscita dal college (0.67 PPS dal palleggio, 1.31 PPS sugli scarichi). Il punto di rilascio del tiro – molto alto – e la meccanica – leggermente a catapulta – esemplificano la formazione da tiratore off ball di Vital, ancora più a suo agio se non deve crearsi un tiro in motion ma può finalizzare un vantaggio costruito dal movimento della squadra.
Da non sottovalutare, proprio per la formazione cestistica non da handler primario, è cosa Vital è capace di generare lontano dalla palla: se il movimento per ricevere un consegnato non è tra le sue caratteristiche principali, molto più lo sono la varietà e la qualità dei blocchi. Non esattamente la prima cosa che si associa a un giocatore di 188 cm di altezza, ma gli 85 kg sono concentrati maggiormente nella parte superiore del corpo: spalle e petto sono quelli di un giocatore più “stazzato” rispetto a quanto Vital è nella realtà, ma la capacità di settare blocchi sia off ball – particolare predilezione per ghost e flare, sia utilizzando la parete anteriore che quella posteriore del corpo – che sulla palla – soprattutto se, contro i cambi difensivi, si tratta di bloccare il proprio uomo, adeguando l’angolo, per prevenire lo switch se la scelta difensiva sui dribble hand off disegnati per Vital è top lock.
La relativa destrezza a creare separazione si manifesta ancor di più quando si tratta di attaccare in avvicinamento a canestro: la forza e la frequenza del palleggio ricordano Taz, il Diavolo della Tasmania, molto utili per alzare il ritmo nei primi secondi dell’azione in semitransizione che a governare tempi e spazi dell’attacco a metà campo. Un handling potente, non troppo vario né sicuro – in situazione di P&R è portato a giocare reject, sfruttando una separazione già creata dal posizionamento errato del difensore POA – che viene parzialmente compensato dall’utilizzo del busto nel gestire la pressione avversaria. La possibilità di spostare orizzontalmente il difensore non si accompagna a una simile generazione di spaziatura verticale: in Polonia, Vital ha convertito al ferro appena meglio di quanto abbia fatto con arresto-e-tiro (1.16 PPS vs 1.06 PPS), quando la media presenta una differenza molto più netta. La poca verticalità si nota soprattutto se la difesa sceglie di cambiare: Vital tende a separarsi e concludere in stepback dalla media invece di punire la velocità di piedi del lungo, anche in presenza di centri non atletici nel proteggere il ferro.
La completezza del Vital attaccante non sarebbe però tale se non si considerasse il suo passing game. Christian Vital è un passatore intelligente e ordinato: non crea vantaggio grazie a visioni capace di andare oltre i limiti imposti dal fisico o grazie a una velocità di esecuzione capace di sfruttare le minime finestre tra i corpi della difesa, ma raramente “manca” un uomo libero sul perimetro. È nella situazioni di taglio, sue e dei compagni, che dà il meglio: attaccando il cambio e provocando l’aiuto da lato debole, Vital è puntuale nel servire il tiratore il cui uomo si è staccato, e altrettanto è pratico nel servire direttamente dal palleggio chiunque vada forte al ferro.
Alcuni aspetti marginali: i tiri liberi (86% in stagione al Legia, 85% in carriera in G League) sono caratterizzati da una rapida routine – respiro profondo, singolo palleggio, tiro; Vital non è completamente disinteressato dal rimbalzo offensivo, ma si sbilancia raramente da lato debole per non rimanere dietro un giro in transizione difensiva.





