Difesa
Anche dal lato difensivo, seppur in misura minore che in attacco, a colpire di Vital è come riesca ad applicare fisicità al suo gioco. Nella difesa Point Of Attack è aggressivo sul primo cambio di direzione: non è un difensore conservativo sugli scivolamenti, che punta a direzionare il movimento degli avversari in una certa maniera, ma cerca il contatto immediato con le braccia per disturbarne il palleggio. Difendendo molto di braccia e petto e molto meno di gambe, se viene superato dal palleggiatore – con o senza blocco a supporto – difficilmente colma la separazione creata riportandosi tra il palleggio e il canestro.
Proprio per questo, sarà interessante vedere quanto De Raffaele sarà in grado di mantenere alta l’intensità del Vital difensore off ball: “coperto” sull’esterno meno coinvolto palla in mano, tende molto a mettere la mano in aiuto e stunt sui penetratori, cosa che De Raffaele apprezza. Da intensità di quell’aiuto, dalla capacità di ritornare sul perimetro ed effettuare un closeout non disinteressato, dipende l’esito negativo o positivo del suo apporto in campo. I tempi di help&recover sono molto buoni soprattutto se si tratta di staccarsi dal tiratore in angolo, taggare il rollante e contestare il tiro sulla riapertura.
Analogo discorso sulla differente qualità abilità on e off ball è applicabile anche al navigare sui blocchi: molto meglio in quelli off ball che non quelli su P&R (sui quali preferisce usare le braccia per ancorarsi al bloccante invece di allargare il compasso delle gambe e circumnavigare il cilindro dello screener), molto meglio se l’attaccante di riferimento è coinvolto per ricevere in set preordinati che non quando è libero di muoversi su lato debole e sfruttare le amnesie di Vital – l’ex Legia perde spesso il contatto visivo col proprio uomo se su lato opposto è giocato P&R, dove aiuta fin troppo profondo.
La tendenza a portare aiuti sino ai limiti del raddoppio paga dividendi quando questi sono portati più vicini possibile al ferro: ottimo rimbalzista difensivo per taglia, non ha solo senso della posizione ma è capace di praticare l’antica arte del “tagliafuori“, anche contro i lunghi in caso di peel switch (cambio difensivo generato da una rotazione imprevista). Vital, anche da questo punto di vista, sembra giocare come se fosse diversi cm e kg in più di quelli che ha in realtà, ma è uno degli aspetti in cui se lo può “permettere” di più.
Chicca finale: la sensibilità nel riconoscere i tagli in attacco è trasposta anche in difesa, dove sa leggere bene gli occhi del passatore e intuire la direzione di tagli che, dando le spalle all’attaccante, non riesce a vedere con gli occhi. È proprio dal seguire i tagli che derivano la gran parte delle numerose palle rubate di Vital (1.7 di media, picco di 2.5 da senior, in NCAA; 1.1 in G League; 2.3 nella scorsa FIBA Europe Cup).





