Momento di apprensione in casa Golden State Warriors: Stephen Curry ha riportato una distorsione alla caviglia destra durante l’allenamento a porte aperte della squadra. La buona notizia è che, stando alle prime indicazioni, il problema non dovrebbe essere di particolare gravità.
La conferma della diagnosi è arrivata domenica 18 ottobre, come riportato dal giornalista Marc Stein. Il coach Steve Kerr, parlando con i media locali al termine della sessione, ha spiegato di aver avuto un confronto diretto con il suo playmaker e di non nutrire eccessive preoccupazioni sulle sue condizioni:
I Warriors confermano che l’infortunio di Stephen Curry è una distorsione alla caviglia destra. Steve Kerr ha dichiarato di aver parlato con Curry e di non ritenere che si tratti di qualcosa di serio.
Il giornalista Dalton Johnson ha pubblicato un video dell’episodio, nel quale si vede Curry abbandonare il parquet visibilmente claudicante prima di rientrare negli spogliatoi. Un’immagine che ha generato un clima di forte preoccupazione tra i presenti:
Steph Curry esce dal campo zoppicando durante l’allenamento aperto al pubblico e si dirige verso gli spogliatoi. Qui è calato un silenzio totale.
Un problema ricorrente nella carriera di Curry
Il tema della tenuta fisica di Curry è tutt’altro che nuovo per i Warriors. Nella scorsa stagione, il 38enne ha disputato appena 43 partite, il dato più basso dalla 2019-20, quando scese in campo solo cinque volte. Nonostante le assenze, il rendimento offensivo è rimasto di altissimo livello: 26,6 punti di media con 3,6 rimbalzi e 4,7 assist, tirando con il 46,8% dal campo e il 39,3% dall’arco in circa 30,9 minuti di utilizzo.
L’estate dei Warriors e le ambizioni per la nuova stagione
L’infortunio si inserisce in un momento delicato, con Golden State che si prepara alla stagione 2026-27 dopo aver chiuso la precedente con un deludente record di 37-45 e la mancata qualificazione ai playoff. Durante l’estate la franchigia ha lavorato per rafforzare il nucleo: oltre al rinnovo biennale di Curry firmato il 25 settembre, sono stati confermati Draymond Green, Kristaps Porzingis e Al Horford, mentre Brandin Podziemski ha sottoscritto un’estensione quinquennale da rookie.
La disponibilità del loro leader sarà naturalmente un elemento cruciale per le ambizioni di rilancio dei Warriors, che puntano a tornare competitivi ai massimi livelli dopo una stagione al di sotto delle aspettative.





