HomeNBAWembanyama-Holmgren: un dualismo che non esiste

Wembanyama-Holmgren: un dualismo che non esiste

In NBA si parla molto del dualismo tra Victor Wembanyama e Chet Holmgren, ma c’è anche chi fa notare che uno è il primo (forse) violino di una squadra da trenta vittorie e l’altro è un top 3 di una squadra da cinquanta. Marco De Benedetto ha analizzato così la situazione nell’ultima puntata di Backdoor Call:

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Intanto Holmgren e Wembanyama fanno parte di due programmi e due club che hanno molto in comune, perché uno è come uno spin off dell’altro e quindi essendo i Thunder uno dei migliori front office dell’NBA hanno imparato, in primis Presti, dal sistema San Antonio e quindi quello che stanno cercando di capire nell’arco di un biennio, forse anche triennio, è chi può accompagnare la stella prescelta nel diventare competitivi e nel provare poi ad aprire quella finestra per vincere o provarci. Holmgren ha dovuto rinviare il suo ingresso vero nell’NBA per problemi fisici e si trova a essere parte integrante di una realtà che lui ha conosciuto, dove la stella identificata ovviamente c’è già e non è lui, ma questo lo può aiutare e lui sicuramente denota grande intelligenza nel cercare di inserirsi ed essere efficiente.

Ovviamente dall’altra parte, in un sistema che funziona è chiaro ed è giusto che Wembanyama abbia più libertà di fare e sbagliare. Sta sbagliando, non tutte le partite sono così luccicanti come sembrano, ma è normale che sia così e ha comunque un impatto. Credo che durante la stagione continuerà ad averlo e forse lo migliorerà anche, non sono sicuro che la sua squadra migliori ma tutto sommato a loro va bene così. Sono sicuro che loro stanno pensando già a cosa fare nel prossimo semestre, nel prossimo anno, nel prossimo anno e mezzo e quindi in questo momento gli va bene cercare di scoprire chi può accompagnare Wembanyama, posto che loro hanno deciso, perché le condizioni portano a questa considerazione, che Wembanyama è la loro stella definita.

Questo lo pone leggermente al di sotto di Holmgren, lui dovrà essere bravo a rivelarsi tale con costanza e a quel punto lì vediamo chi lo accompagnerà, per cui: uno è stato inserito in un meccanismo che funziona, l’altro è già la prima stella di un meccanismo nuovo. La cosa più interessante è scoprire quanto sarà un meccanismo che funziona quello di San Antonio, senza fare per forza il dualismo tra i due, che è una cosa molto interessante quando giocano uno contro l’altro, ma alla fine non è neanche che si assomiglino così tanto nel modo di giocare.

 

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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