L’inserimento nel contesto bianconero
Il secondo quesito che viene spontaneo nel chiedersi cosa Will Clyburn potrà dare alla Virtus è come il giocatore americano potrà inserirsi ed essere inserito all’interno di un contesto di squadra molto particolare, che non ha operato il rebuilding che forse era auspicabile e che ha, nel ruolo di tre, una situazione molto peculiare, come si è visto largamente nella stagione appena conclusa.
Nel ruolo di ala piccola la Virtus ha infatti un giocatore piuttosto ingombrante, nonostante l’età: Marco Belinelli pare avere lo status, l’importanza per la società, la personalità e la stima dell’allenatore tale da consentirgli un minutaggio molto elevato rispetto ali 38 anni compiuti. 22.7 sono stati quelli giocati in Eurolega l’anno scorso, impiego che ha di fatto escluso Dobric, tornato alla Stella Rossa dopo una stagione in cui è stato chiuso non solo dall’infortunio.
I minuti di Will Clyburn nell’ultima stagione della competizione sono stati 28.7, ed in carriera spesso più di 30. Non ci vuole un foglio di calcolo per capire che o Banchi trova il modo di farli giocare insieme (e sinceramente chi scrive non vede come, per mantenere un minimo di equilibri difensivi) oppure ci dovrà essere una sensibile diminuzione dei minuti di entrambi, posto che Clyburn non può giocare minuti da 4 se non in misura molto occasionale, senza contare che la Virtus ha tre ali forti che chiedono i propri minuti.
Vi immaginate Banchi che tiene Belinelli in panchina in un finale punto a punto? No, vero? E allora pensiamo che dovrà starci Will Clyburn, in panchina…
Questa forse, più che il suo stato di forma, è l’incognita più grande che grava sull’acquisto dell’ala di Detroit da parte della Virtus. Si dice sempre “benedetti i problemi di abbondanza”, vedremo se Banchi sarà d’accordo.





