Un punto focale del dibattito che si origina attorno alle caratteristiche che un giocatore debba avere per gravitare attorno all’universo NBA è la specializzazione in qualcuno dei fondamentali della pallacanestro. I giocatori stessi dicono che, per essere considerato dalle 30 franchigie più ricche del mondo, conviene essere estremamente bravi in qualcosa piuttosto che avere uno skillset più variegato e duttile, spendibile in più ruoli e contesti cestistici. In casi di emergenza, anche in Europa e in LBA si arriva a ricercare spiccate doti fisiche o tecniche per completare il roster, spesso a stagione in corso. Alla VL Pesaro serve disperatamente qualcuno che metta punti a tabellone, e Justin Wright-Foreman è nato per questo.
Il continuo rimbalzo del prodotto di Hofstra tra NBA/G League/Canada/Messico/Cina e un contesto europeo (Roanne, Petkimspor, Bamberg e ora la Carpegna Prosciutto) delinea l’identikit della guardia americana con punti nelle mani a profusione ma difficilmente inquadrabile, caratterialmente e tecnicamente, all’interno di un gruppo per un prolungato periodo di tempo. Che possa segnare con facilità abbacinante, alzarsi per il tiro dovunque voglia, anche dal palleggio, è testimoniato dalle cifre registrate contro i corpi e gli atleti oltreoceano. Che, in contemporanea, possa richiedere lavoro e tempo per trovare equilibri con altri trattatori di palla contemporaneamente in campo mal si addice con un’indole tanto eccitante per il bagaglio di soluzioni quanto orientata a mettere in ritmo sé stesso e non i compagni.
L’unico realizzatore di razza presente al momento tra le mani di Sacchetti è Scott Bamforth, con tutta l’inefficienza fisica che l’ex Sassari porta con sé. Il fit tra Pesaro e Wright-Foreman dipenderà quindi dalla necessità della VL di avere una bocca da fuoco nel reparto esterni e quanto i minuti di Wright-Foreman saranno positivi quando in posizione di 2/3 sarà al suo fianco Markis McDuffie, altro sparatore seriale. Nell’ultima esperienza nel Vecchio Continente, il database di Synergy ha tracciato 14.3 tentativi di media a partita nel Bamberg 2022/23: praticamente la metà sono jumper dal palleggio (7.3, soli 2.1 le penetrazioni per 40′), derivanti per quasi il 75% da possessi come palleggiatore dal P&R (5.7), che hanno contribuito a rendere Wright-Foreman una costante minaccia dall’arco per le difese di BBL (40.7% su 5.4 tentativi a gara, 2° per percentuale e 1° per volume nel roster di Oren Amiel).
Come tutti i grandi tiratori, l’impatto di Justin Wright-Foreman dipenderà dalle percentuali al tiro: la dieta e la mappa delle conclusioni dell’americano, ad esempio, non è praticamente variata nelle ultime due esperienze europee, ma se al Bamberg è stato uno dei migliori realizzatori di Germania al Pektimspor non veniva da un’annata così prolifica (31.7% su 7.4 triple a gara in BSL) e un 2020/21 da rookie in Europa nel mezzo (37.6% su 7.8 triple per partita di Pro A a Roanne). La speranza, per Pesaro e per Wright-Foreman, è che i numeri somiglino più alla pronuncia sassone che a quella romanza o turca.





