Nella giornata di ieri, la Virtus Bologna ha presentato la squadra per la nuova stagione. Diversi i volti nuovi tra le fila bianconere, in quello che è un roster con tante scommesse interessanti ma anche qualche perplessità. Chi non cambia, almeno per il momento, è la persona alla guida in panchina ovvero Luca Banchi e quella alla guida della società, Massimo Zanetti. Nonostante i dubbi nati negli ultimi mesi, il patron di Segafredo ha infatti rinnovato il proprio impegno verso le Vu Nere.
Ieri, a margine della presentazione, Zanetti è tornato a parlare ai microfoni dei giornalisti dopo diverse settimane. L’intervento completo, di cui noi riporteremo alcuni dei passaggi più interessanti, lo potete trovare su BolognaBasket. Prima di tutto, l’imprenditore bolognese ha delineato gli obiettivi della squadra nella prossima stagione.
La speranza è la Coppa Italia che continua a mancare, ovviamente lo scudetto, e come ho detto prima sono fondamentali i playoff di Eurolega. Io sono convinto che la squadra sia quantomeno forte come quella dell’anno scorso, se non di più. Abbiamo cercato di ringiovanire la squadra, sono convinto che faremo bene.
Inevitabili, invece, le domande sul possibile passaggio di proprietà. Zanetti ha iniziato da tempo a parlare di un suo passo indietro, anche se afferma che ciò non avverrà fino alla costruzione del palazzetto nuovo. Al momento, nonostante le smentite del diretto interessato, il candidato numero uno in questo senso sembra essere Carlo Gherardi. Entrato in società prima con il 40% delle quote, diventate poi 45%, la sua importanza all’interno della Virtus sembra aumentare di volta in volta.
Carlo Gherardi è un mio grandissimo amico. Partiamo da un presupposto, io non sono eterno. O prima o dopo sparirò, bisogna pure cercare di creare un passaggio verso la città di Bologna. Io ho coinvolto un imprenditore […] Carlo ha accettato, all’inizio non voleva apparire, ma anche grazie ai giornali è stato coinvolto molto, e questo è un bene perché adesso ha la passione del basket anche lui. E basta, andiamo avanti così tranquillamente. Ho fatto entrare un socio in maniera che ci sia un po’ di Bologna. Io andrò avanti, come minimo finché non vien fatto il palazzetto. Poi vediamo, che non mi prenda un acciacco o non finisco i soldi.
Al momento Zanetti afferma di non volere altri soci e, anzi, di volere continuare a detenere il 55% delle quote. In questo modo la Segafredo può dare sicurezza e stabilità alla Virtus, oggi più che mai necessarie. Ciò che il presidente sta cercando sono sponsor che portino introiti importanti.
Noi cerchiamo sponsor, e non è che risolvi le cose con 100mila euro. […] Intanto la Segafredo, che io rappresento, ho il 50% e sono presidente anche là, dà 6 milioni. Quanti sponsor a Bologna tirano fuori 6 milioni? Neanche uno. E’ una signora sponsorizzazione. Proprio perchè non sono eterno e non posso rilanciare alla mia età, ho ceduto il 50% della parte industriale.
Zanetti ha anche spiegato meglio la questione legata al rinnovo della sponsorizzazione Segafredo. Un comunicato della compagnia nel mese di maggio aveva fatto preoccupare tifosi e dirigenza, facendo presumere una cessazione del rapporto. Un’interpretazione errata della realtà, che invece ha poi visto la Segafredo continuare ad essere sponsor ma garantire un budget minore.
I soci che sono entrati (in Segafredo, ndr) hanno visto un impegno di 13 milioni, che son venuti fuori perché il governo italiano aveva permesso – durante il Covid – di non pagare i contributi. […] Non si poteva pretendere che la Segafredo andasse avanti in eterno a dare 13 milioni, per cui giustamente i soci che sono entrati hanno voluto ridurre l’investimento.
Zanetti ha confermato che, per il nuovo palazzetto, la speranza è che i lavori inizino a settembre e si concludano nel 2026. Inoltre, il presidente è tornato a parlare della trattativa con la cordata israeliana, rivelando retroscena decisamente interessanti. Il patron di Segafredo, infatti, ha affermato di non aver mai svolto una trattativa del genere. L’unico ad aver incontrato gli israeliani sarebbe stato Baraldi, tramite un intermediario che altri non era che il procuratore di Sasha Djordjevic. Per questo motivo Zanetti ha aspramente criticato il suo CEO, per quanto in maniera indiretta.
Io sono il presidente Virtus e non ho visto un israeliano, non ho fatto nessuna trattativa o visto proposte scritte. C’è stato il procuratore di Sasha Djordjevic che ha parlato con Baraldi di questa possibilità. Probabilmente il procuratore sperava che facendo questa cosa Djordjevic tornasse a fare l’allenatore qua.
Sono andati a pranzo tra di loro. Ma a me non interessa di quel che fa Baraldi, conta quello che faccio io che sono il presidente. Se un procuratore va in giro a fare proposte e dir cose, non è che dobbiamo prenderle per buone. Chiunque può andare in giro a dire cazzate. Gherardi è stato coinvolto, in quanto socio, e ha detto che assolutamente non ne voleva sapere. E’ stata una chiacchiera di un procuratore, vorrei vederlo questo israeliano e questo americano.
Zanetti ha poi concluso con una battuta che è sembrata quasi un gesto di stizza verso ciò che è accaduto nei mesi scorsi.
Quando venderemo la Virtus, io e Gherardi chiederemo una cifra spropositata.
