È Anthony Hickey il nome che ridà energia all’Apu Old Wild West Udine nella settimana più calda della stagione. Il playmaker bianconero è tornato finalmente a disposizione dello staff tecnico guidato da Adriano Vertemati dopo che la squalifica inflittagli lo scorso 20 gennaio — quattro mesi di stop — è scaduta alle 23.59 di domenica.
La vicenda è nota: il controllo antidoping dell’8 novembre, effettuato all’indomani del match casalingo contro la Reyer Venezia, aveva rilevato positività al Clorotiazide. Una sostanza che Hickey assume da oltre due anni per ragioni di salute, non per migliorare le prestazioni, ma classificata come proibita dalla WADA. L’ultima partita disputata prima dello stop risaliva al 23 novembre, quando l’Apu espugnò Varese. Da allora, silenzio forzato.
Numeri alla mano, “Tony” resta il giocatore più prolifico del roster udinese: 15.7 punti di media, con il 43.5% dal campo e il 42.1% dall’arco, oltre a 5.6 assist. Meglio anche di Christon (14.6) e Alibegovic (13.4). Non a caso era stato eletto MVP del campionato di A2 2024/2025.
Il reintegro e il nodo biglietti
Il rientro di Anthony Hickey non è stato privo di polemiche. Per la gara d’andata al PalaCarnera, la società aveva ottenuto una deroga che limitava la vendita a soli 300 biglietti per i tifosi ospiti, invece dei 600 previsti dal regolamento. Una situazione delicata che il club ha scelto di gestire con discrezione, evitando tensioni sui social.
Ora, però, il focus torna sul campo: come si integrerà Anthony Hickey con Christon, formando la coppia immaginata dalla dirigenza per risolvere i problemi offensivi emersi nel corso della stagione?
Cinque partite per crederci
L’Apu Udine si gioca tutto nelle prossime cinque gare: si parte dal derby, poi Treviso, quindi le sfide casalinghe contro Cantù e Trento, prima della chiusura a Napoli.
In classifica, i bianconeri sono a -2 dall’ottavo posto, con il vantaggio negli scontri diretti che potrebbe rivelarsi decisivo. A cinque giornate dalla fine, la matematica tiene ancora vivo il sogno playoff, anche se il calendario resta impegnativo.
Il ritorno di Anthony Hickey può rappresentare la scintilla giusta: ora la parola passa al campo.
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