Adam Silver ha fissato una scadenza chiara: l’indagine su Kawhi Leonard e i Los Angeles Clippers per presunta elusione del salary cap deve concludersi prima dell’inizio della prossima stagione NBA. Il commissioner ha parlato ai giornalisti a Las Vegas al termine di una riunione del board of governors, toccando anche i temi del secondo apron e dell’espansione della lega.
Il caso Leonard: indagine aperta, trade bloccata
L’inchiesta era stata avviata a settembre su mandato della lega, affidata allo studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz, con l’obiettivo di verificare se i Clippers avessero aggirato il tetto salariale convogliando denaro a Leonard attraverso un accordo di endorsement da 28 milioni con la società di green banking Aspiration — già dichiarata fallita — che aveva anche un contratto da 300 milioni in 23 anni con lo stesso club. Il proprietario dei Clippers Steve Ballmer, che aveva investito 60 milioni in Aspiration, ha sempre negato di essere a conoscenza del contratto di Leonard. Ballmer ha incontrato i legali della Wachtell nuovamente la settimana scorsa a New York, in quello che le fonti descrivono come uno degli ultimi passaggi dell’indagine.
Silver ha ammesso che i tempi si sono allungati più del previsto, citando complicazioni legate alle procedure fallimentari e alla resistenza di alcuni testimoni. Nel frattempo, il trade che avrebbe portato Leonard a Toronto — in cambio di Brandon Ingram, Gradey Dick, prime scelte non protette nel 2031 e 2033, uno scambio di scelte nel 2027 e due seconde scelte — resta in sospeso. L’accordo era stato raggiunto il 30 giugno, ma i Raptors hanno scelto di non procedere finché l’indagine non sarà conclusa e le possibili conseguenze sul contratto di Leonard non saranno note. Silver ha precisato che la lega non ha bloccato il trade: sono state le parti a scegliere di non procedere nell’incertezza. Se l’indagine dovesse accertare violazioni, Leonard potrebbe incorrere in una multa fino a 350.000 dollari o nella risoluzione del contratto.
Secondo apron, espansione e nuove nomine
Il director esecutivo dell’associazione giocatori David Kelly aveva chiesto venerdì di ammorbidire o eliminare le penalizzazioni previste dal secondo apron, invocando un “consenso” crescente tra giocatori, agenti e dirigenti contrari alle restrizioni. I Celtics avevano citato il secondo apron come fattore chiave nella decisione di cedere Jaylen Brown, i Knicks lo avevano evocato dopo la partenza di Mitchell Robinson. Silver ha risposto difendendo il sistema, definendolo “funzionante in modo eccellente” e ricordando che le ultime Finals hanno visto i Knicks — grande mercato — contro gli Spurs — piccolo mercato — come dimostrazione che il livello competitivo si sta distribuendo. Ha lasciato aperta la possibilità di discutere il tema nel prossimo round di contrattazione collettiva.
Sul fronte espansione, il board ha ricevuto presentazioni sui progetti per Las Vegas e Seattle, dopo che a marzo era stato votato di esplorare l’ipotesi di aggiungere due nuove franchigie. Silver ha confermato che “più gruppi molto seri” a Las Vegas stanno presentando piani ai consulenti finanziari della lega, includendo composizione degli ownership group e concept per le arene. Il target per il debutto delle nuove squadre resta la stagione 2028-29, con il processo di selezione della proprietà che Silver ritiene “molto in linea” con una conclusione entro fine anno. Infine, il board of governors ha eletto Micky Arison, proprietario degli Heat e presidente del cda di Carnival Corp., come nuovo chairman, in successione a Larry Tanenbaum dei Raptors che ricopriva il ruolo dal 2017.
Il caso Leonard resta il dossier più caldo sul tavolo della lega, con una scadenza ora formalmente fissata prima dell’inizio della stagione. Il trade con Toronto aspetta, i Clippers aspettano, e con loro tutta la lega. Silver ha scelto la linea della trasparenza sui tempi senza però anticipare le conclusioni — e fino a quando il rapporto della Wachtell non sarà depositato, ogni scenario resta aperto.
