C’è un modo pigro di presentare Louis Olinde e consiste nell’elencare quello che ha vinto, che non è poco, e nel ricordare chi era suo padre, Wilbert, campione NCAA nel 1975 a UCLA sotto John Wooden. Sarebbe una scorciatoia comoda perché riempie il pezzo senza dire niente di come gioca. Il modo meno pigro e più professionale è invece quello di guardare cosa succede quando la palla arriva nelle sue mani, quante volte succede, e soprattutto in quali situazioni: da lì viene fuori un ritratto molto più preciso, e anche più utile a capire perché una squadra come Venezia, che ha appena costruito un roster con parecchi creatori davanti, abbia scelto proprio lui come ultimo tassello.
Una precisazione doverosa prima di entrare nei numeri. Tutte le rilevazioni che seguono riguardano esclusivamente le stagioni con i club, quindi campionato, coppe europee e nazionali. Le partite con la maglia della Germania e le apparizioni in Summer League NBA restano fuori dal conteggio, e questo va tenuto presente soprattutto quando si parla del suo ruolo, perché in nazionale Olinde gioca in un contesto molto diverso.
Un decennio in Germania, quasi tutto in salita
Nato ad Amburgo il 19 marzo 1998, Olinde entra nel professionismo a diciassette anni tra Rist Wedel e Hamburg Towers, e nel 2016 firma un quadriennale con il Brose Bamberg che allora era la squadra dominante della Bundesliga. Il percorso dei primi anni è quello classico del giovane tedesco parcheggiato in doppio tesseramento, con le briciole in prima squadra e i minuti veri a Baunach nella seconda divisione, dove nel 2017-18 chiude a 15,4 punti e 5,4 rimbalzi con 29 minuti a partita. È proprio a Baunach che segna i 29 punti che restano il suo massimo in carriera, ed è a Bamberg che alza il primo titolo tedesco nel 2017 senza praticamente giocare.
Il salto della sua carriera arriva nella stagione 2019-20, quando Bamberg gli affida 23 minuti a partita e lui risponde facendo registrare 6,8 punti e 5,3 rimbalzi, numeri modesti che però bastano per convincere l’ALBA Berlino a portarlo nella capitale con un triennale.
I cinque anni berlinesi, dal 2020 al 2025, sono la parte centrale della sua carriera e coincidono con l’unica esperienza continuativa in Eurolega della sua vita, oltre a due campionati tedeschi nel 2021 e nel 2022 e a una Coppa di Germania. In quel quinquennio Olinde non è mai stato una prima opzione ma è sempre stato titolare di fatto nelle rotazioni, con minutaggi compresi tra i sedici e i ventidue a partita e una crescita tecnica che i numeri raccontano con una nitidezza rara.
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