Cecco Vescovi non si nasconde. Interpellato, in un’intervista a La Prealpina, sulla situazione dell’Openjobmetis Varese è netto: la squadra, in questo momento, non è giudicabile, e non lo sarà ancora per un bel po’:
«Al momento Varese è ingiudicabile, e lo resterà per un bel pezzo, trovandosi senza due elementi importantissimi come McDowell-White e Della Valle, sui quali si basava molta della forza nella creazione del gioco.»
La squadra aveva già affrontato un’estate di cambiamenti profondi, e l’assenza contemporanea dei due giocatori ha costretto il gruppo a cercare nuovi equilibri in corsa — equilibri che andranno poi rimescolati al loro rientro. La ricetta, secondo Vescovi, è una sola: lavoro e pazienza.
Sul fronte delle aspettative, il dirigente riconosce che i risultati negativi hanno aumentato la pressione, ma invita a contestualizzare. Il clima di tensione non è una specificità varesina: basta spostarsi di cinquanta chilometri, osserva, per trovare situazioni analoghe. I social hanno amplificato le voci dei tifosi, che chiedono tutto e subito — ma questo, aggiunge, vale ovunque:
«Nel mondo dello sport le vittorie non sono automaticamente e immediatamente derivanti da quel che spendi.»
Vescovi riconosce che gli investimenti sulla prima squadra sono cresciuti in modo significativo rispetto al passato, e che questo ha inevitabilmente alzato le aspettative. Ma sottolinea anche come Varese stia investendo su attività più ampie, che rafforzano il progetto sportivo nel suo complesso — compreso il settore giovanile, che considera una scelta di valore anche quando le regole attuali non ne favoriscono la redditività diretta.
NBA Europe, franchigie e il nodo identità
Sul progetto NBA Europe, Vescovi è cauto. Le informazioni disponibili sono ancora troppo poche per esprimere un giudizio compiuto, e il rischio che si vada a intaccare la cultura sportiva europea è reale. Il confronto con l’Eurolega non è favorevole al modello americano:
«L’Eurolega offre uno spettacolo accattivante sul piano tecnico e dell’importanza di ogni partita. Il sistema NBA privilegia lo spettacolo rispetto al resto: è un carrozzone che non so se in Europa possa avere successo.»
Sul possibile spostamento a San Donato Milanese, Vescovi dice di poterlo accettare — ma non un cambio di nome. Tutto dipenderà dalle condizioni dell’accordo. La presenza di Toto Bulgheroni viene indicata come una garanzia, un elemento che dà solidità al progetto e tutela la storia del club.
Più positivo il giudizio sull’idea di trasformare le società di Serie A e A2 in franchigie: un’operazione che, a suo avviso, potrebbe dare valore patrimoniale alle società e alleggerire bilanci strutturalmente in rosso. La condizione, però, è che si mantenga almeno una retrocessione per categoria — per non recidere il legame con la cultura sportiva europea — e che la franchigia sia ancorata alla proprietà o alla gestione dell’impianto. Avere strutture nuove e moderne, conclude, è un passaggio imprescindibile per il rilancio del movimento.




